Dopo aver conosciuto il mondo dei non vedenti con la toccante esperienza di Per altri occhi, il regista Silvio Soldini continua, assieme al documentarista Giorgio Garini, un percorso di grande fascino, popolato da persone dotate di straordinaria forza vitale, lontano dai cliché che spesso la nostra società riserva alle persone cieche.

Il progetto del documentario di CBM Italia nasce da un bisogno di proseguire il viaggio iniziato con Per altri occhi in un contesto completamente diverso.

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Siamo in India, a Shillong, in una remota cittadina vicino al Bangladesh.

La voce narrante è quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, uno dei protagonisti di Per altri occhi, un personaggio dalla straordinaria capacità comunicativa.

E’ lui a portarci lontano, dalla sua città Bologna fino alla Bethany School di Shillong dove 15 bambini e altrettanti insegnanti lo attendono per imparare l’arte della lavorazione della creta. Ed è qui, tra i banchi della Bethany School che si compie il miracolo.

Felice, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione tutta sua con bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta. Del resto non servono le parole per insegnare l’arte.

Giorno dopo giorno, grazie al corso condotto da Felice, gli allievi imparano a dar forma ai loro sogni più intimi, a lavorare insieme per un obiettivo comune, a “fare il passo più lungo della gamba”. E’ il caso della bambina non vedente dalla voce di usignolo Takisha (10 anni) che, nata in un villaggio remoto a 300 km da Shillong, ha avuto la possibilità di studiare alla Bethany School e vivere nella struttura residenziale affianco alla scuola. E’ anche l’esperienza del giovane Lumlang (20 anni) nato sordo-cieco e con gravi problemi relazionali che dentro alla Bethany School è letteralmente rinato. “Quando ho conosciuto Lumlang sembrava un cucciolo di animale perché non sapeva comunicare ma agiva solo di istinto. Ora ha un insegnante che conosce il linguaggio per i sordo-ciechi e riesce a comunicare con i suoi compagni.”

Se Takisha e Lumlang possono andare a scuola è merito di Bertha Gyndykes Dkha, la direttrice della Bethany School. Una donna fuori dall’ordinario, divenuta cieca a causa di una retinite pigmentosa, che è riuscita con la sua determinazione a costruire, in India, una scuola basata su un’educazione inclusiva e senza barriere.

In quindici giorni, la classe impara a lavorare la creta e costruire un’opera in cui ognuno ci mette del suo. A Felice non piace fare distinzioni: studenti con disabilità e normodotati devono impegnarsi allo stesso modo perché “non esistono i disabili e gli abili, tutti hanno le loro disabilità, tutti possono trovare le loro abilità”.

Oggi gli insegnanti che hanno seguito il corso di Felice, grazie al sostegno di CBM Italia,  hanno avviato un laboratorio di lavorazione della creta permanente aperto a bambini con cecità, sordità e normodotati presso la Bethany School.

Il nuovo documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini è un reportage asciutto e intenso che esprime appieno i valori di CBM: l’inclusione, il lavorare insieme, l’apertura alle differenze e la trasparenza.

27 Novembre 2015

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