Vademecum del Pellegrino: Porta Santa e le indulgenze

PortaLa Porta Santa, le indulgenze e il pellegrinaggio sono i segni che caratterizzano ogni Giubileo.  A Roma sono quattro le Porte Sante che vengono aperte soltanto durante i Giubilei. Oltre a quella di San Pietro, ci sono quelle delle altre tre basiliche maggiori di Roma: San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. La Porta rimanda al passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia, guardando a Cristo che di sé dice: «Io sono la porta».

Nella Bolla Misericordiae Vultus con cui viene indetto il Giubileo della misericordia, papa Francesco annuncia che varcherà la Porta Santa in San Pietro l’8 dicembre, giorno di apertura dell’Anno Santo straordinario, mentre spalancherà quella di San Giovanni in Laterano la terza domenica di Avvento, il 13 dicembre. Lo stesso gesto verrà ripetuto successivamente nelle Porte Sante delle altre due basiliche maggiori di Roma (Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura). Saranno «Porte della misericordia» – scrive Francesco nella Bolla – dove chiunque le oltrepasserà «potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, perdona e dona speranza». Sempre il 13 dicembre saranno aperte le «Porte della misericordia» in ogni diocesi del mondo: potranno essere nelle Cattedrali o in una chiesa di speciale significato ma anche nei santuari dove i pellegrini possono «trovare la via della conversione», annota il Papa.

L’INDULGENZA.
L’indulgenza è uno degli elementi costitutivi dell’evento giubilare. In essa si manifesta la pienezza della misericordia del Padreche viene incontro a tutti con il suo amore. Nella Bolla di indizione dell’Anno Santo straordinario, papa Francesco spiega il senso dell’indulgenza. “Noi tutti – scrive il Pontefice – facciamo esperienza del peccato. Sappiamo di essere chiamati alla perfezione (cfr Mt 5,48), ma sentiamo forte il peso del peccato. (…) Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati”.

Il Papa ricorda che “nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati”. Eppure “l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo (la Chiesa, ndr) raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato”. Di fatto, con l’indulgenza, al peccatore pentito è condonata la pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa (con la Confessione).

Per ottenere l’indulgenza, è necessario essere in stato di grazia. Poi serve che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato; che si accosti al sacramento della Riconciliazione; che riceva l’Eucaristia; e che preghi secondo le intenzioni del Papa. Inoltre serve compiere un'”opera”. Ci sono le opere di pietà, ossia fare unpellegrinaggio in un santuario o luogo giubilare (sarà possibile ottenere l’indulgenza compiendo questa opera non solo a Roma – nelle basiliche maggiori e in altre chiese o santuari della città eterna -, ma anche in luoghi delle proprie diocesi in tutti e cinque i continenti, solitamente nelle Cattedrali o nei santuari). Oppure ci sono le opere di penitenza, cioè astenersi da consumi superflui (fumo, bevande alcoliche…), digiunare o astenersi dalle carni devolvendo una somma ai bisognosi.

IL PELLEGRINAGGIO
Il pellegrinaggio è un simbolo che ha arricchito la tradizione giubilare ed è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. Evidenzia papa Francesco che la vita è “un pellegrinaggio” e l’essere umano è “un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio”. Esso “sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi”.

MappaIl Giubileo è uno speciale tempo che la Chiesa offre per la conversione del popolo di Dio e, proprio per questo, è caratterizzato in maniera peculiare dalla possibilità di ottenere l’indulgenza giubilare. Questa si ottiene tipicamente compiendo il pellegrinaggio ad una chiesa giubilare, percorso che culmina nell’attraversamento della Porta Santa (o Porta della Misericordia). Il pellegrinaggio intende avviare un movimento di conversione, un mettersi in cammino per entrare nell’amore di Dio Padre e farsene pieni, per riportarlo poi nella vita quotidiana.

Per la città di Roma sono stati previsti diversi itinerari lungo i quali i pellegrini potranno incamminarsi verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro o verso le altre Porte Sante e chiese giubilari della Città.

Il percorso verso la Basilica Vaticana

Il percorso principale, proposto soprattutto a chi verrà da più lontano per vivere il Giubileo a Roma, sarà naturalmente quello che arriva alla Basilica di San Pietro. Tra Castel Sant’Angelo e la Basilica Vaticana, sarà allestito il percorso protetto all’interno del quale i pellegrini percorreranno tutta Via della Conciliazione per entrare in Piazza San Pietro e, quindi, varcare la Porta Santa mantenendosi in atteggiamento di preghiera e raccoglimento spirituale. Prima di raggiungere questo tratto finale del pellegrinaggio, tuttavia, i pellegrini sono invitati a fermarsi in una delle tre chiese che saranno il vero punto di partenza di questo itinerario: San Giovanni Battista dei Fiorentini, San Salvatore in Lauro eSanta Maria in Vallicella (o Chiesa Nuova). Poste appena al di là del Tevere, queste tre chiese offriranno ogni giorno, durante tutto l’Anno Santo, l’accoglienza spirituale ai pellegrini, con sacerdoti disponibili per le confessioni (in diverse lingue) e l’adorazione eucaristica continuata. Talvolta indicate anch’esse come “giubilari”, queste chiese costituiscono di fatto i punti di partenza privilegiati per il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro, perché permettono di arrivarci con la giusta disposizione del cuore e dello spirito, cioè dopo aver celebrato il sacramento della riconciliazione ed aver sostato un po’ in contemplazione del volto misericordioso di Dio.

Gli altri itinerari a Roma

Per tutti, ma soprattutto per i romani stessi e per chi ha più facilità di raggiungere Roma, sono proposti anche altri percorsi che consentono non solo di compiere il pellegrinaggio giubilare, ma anche di (ri-)scoprire altre chiese legate all’antica tradizione dei pellegrinaggi nella città, che trovò nell’esperienza di San Filippo Neri (nel ‘500) un risveglio importante, ma che risale molto più indietro nel tempo, quando i primi cristiani di Roma si recavano sui luoghi del martirio degli apostoli Pietro e Paolo e presso le catacombe.

Questi itinerari urbani sono quattro, si snodano nel pieno centro di Roma, e tutti confluiscono verso Castel Sant’Angelo, dove inizia il percorso protetto verso la Basilica di San Pietro. La Via Papale (o Via Maior) parte dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, passa per il Colosseo, il Carcere Mamertino (tradizionalmente ritenuto luogo della prigionia degli apostoli Pietro e Paolo), raggiunge piazza Navona e qui si biforca su due itinerari alternativi, che comunque si concludono a Castel Sant’Angelo. Il primo fa tappa presso Santa Maria in Vallicella (o Chiesa Nuova) come luogo di sosta per la confessione e l’adorazione. Il secondo, invece, propone la sosta presso la chiesa di San Salvatore in Lauro. Il terzo itinerario, denominato Via del Pellegrino, parte sempre dalla Basilica Lateranense, ma si snoda lungo un percorso che conduce a far tappa per la preparazione spirituale presso la chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, per terminare poi sempre a Castel Sant’Angelo. Il quarto itinerario, infine, denominato Cammino Mariano, parte dalla Basilica Liberiana (Santa Maria Maggiore) e, dopo aver incontrato altre chiese dedicate alla Madonna, termina a piazza Navona, dove si congiunge alla Via Papale appena prima che si biforchi nelle sue due varianti.

Fonte: http://www.iubilaeummisericordiae.va/

 

Il Giubileo
Nella Chiesa cattolica il Giubileo è un anno speciale di festa e di chiamata alla conversazione. Viene detto Anno Santo perchè è destinato a manifestare l’amore di Dio e a promuovere la santità di vita. Si esprime soprattutto attraverso i segni del pellegrinaggio, dell’indulgenza, delle opere di misericordia, che possono essere riassunti in modo simbolico dal passaggio della Porta Santa.

Papa Francesco apre la Porta Santa in occasione del Giubileo della Misericordia l’8 dicembre 2015, ma ha dato il permesso di celebrare l’Anno Santo in tutto il mondo. Così molte chiese e basiliche apriranno una loro Porta Santa.

PapagiubileoLa bolla di indizione
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, « ricco di misericordia » (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come « Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà » (Es34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella « pienezza del tempo » (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. (Leggi tutta la Bolla di Indizione)

Giubileo_MisericordiaIl logo del Giubileo
Il logo e il motto offrono insieme una sintesi felice dell’Anno giubilare. Nel motto Misericordiosi come il Padre (tratto dal Vangelo di Luca, 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr. Lc 6,37-38). Il logo – opera del gesuita Padre Marko I. Rupnik – si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre.
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L’inno del Giubileo
Gli autori della musica (Paul Inwood) e del testo (P. Eugenio Costa, S.I.) hanno donato ogni diritto di sfruttamento di questa opera al PCPNE al fine di facilitare la diffusione dell’Inno del Giubileo della Misericordia in tutta la Chiesa.
Registrazione eseguita dalla Cappella Musicale Pontificia, diretta dal Maestro Mons. Massimo Palombella, S.D.B. (a cura di Radio Vaticana)

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