E’ un cantastorie, un cultore della musica etnica e popolare, col suo organetto, le zampogne,  ha fatto cantare mezz’Italia. Musicista, compositore, raccoglitore di una musica che è l’anima di un popolo. Musica popolare che” è la sua parte più profonda, magari considerata superficiale, marginale, legata a un tempo lontano. E’ una miccia da accendere, per farla esplodere. La musica popolare genera comunione, perché ha bisogno non di pubblico, ma di persone. C’è in essa una sedimentazione di modelli poetici: la terzina di Dante è quella degli stornelli. E’ una musica contestativa, resistente…”. L’ideatore del Festival della Taranta, del festival della Zampogna, quest’anno dato a De Gregori, con cuoi Sparagna ha lavorato a lungo, come con i più grandi cantautori della musica italiana, da Dalla a Battiato, si racconta e ricorda quella volta con Giovanni Paolo II, quella volta con Papa Francesco…

23 Dicembre 2015

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