“Nel mezzo del cammin”, puntata 7 – Inferno III: la porta dell’Inferno

Perché Dante alla fine del primo Canto decide di seguire Virgilio, decidendo di varcare la porta dell’Inferno? Che cosa è accaduto, e cosa accade all’inizio del secondo Canto? In questo passaggio del testo ci verrà svelata la dinamica per mezzo della quale, ordinariamente, ciascuno di noi giustifica la propria vigliaccheria. Ma bisogna avere il coraggio di prendersi sul serio, di riconoscere il proprio bisogno, dice Dante nel primo Canto. E il secondo inizia proprio con la virtù dell’umiltà, filo rosso di tutta la Divina Commedia, che contrasta il peccato originale dell’orgoglio sbattendoci finalmente in faccia la Verità. “Io, sol, uno” proclama il Poeta. Sarà poi di fronte alla proposta di Virgilio, rivoltagli con le parole “A te convien tenere altro viaggio”, che acquisirà la consapevolezza di essere solo, ed è proprio nel momento in cui ci riconosciamo soli che ci tocca rispondere. In quel preciso momento si è infatti travolti da una grande ondata di responsabilità: non c’è figlio, moglie, marito, chiesa, partito, gruppo, che possa sostituirci nelle responsabilità che si hanno davanti alla propria vocazione e al proprio destino. Tocca a te, a noi, ognuno di noi. Dante di fronte a questa provocazione inizialmente è debole, scoraggiato. Poi però si accorge che rispondere positivamente significa accettare una battaglia: “M’ apparecchiava a sostener la guerra ‘Si del cammino e sì della pietate”. Così scorgiamo improvvisamente che la vita è una battaglia, che è una faccenda per uomini e donne vere, dovuta al semplice fatto di essere venuti al mondo. E se la prenderà con gli ignavi proprio perché non hanno mai deciso, non hanno mai avuto opinione, presi dalla vigliaccheria e dalla paura, proprio come tutti noi.  La risposta alla domanda iniziale la troveremo poi nella porta dell’Inferno, al terzo Canto: “Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina potestate, la somma sapienza e ‘l primo amore”. È infatti Dio trinità, mosso dalla giustizia, che ha creato l’Inferno, ed è solo grazie all’Inferno che ci è dato conoscere la libertà ed essere liberi.

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