Franco Nembrini vi aspetta a “Nel mezzo del Cammin” lunedì 25 gennaio ore 21.05.

Con l’inizio del Canto Terzo dell’Inferno comincia l’ottava puntata di Nel Mezzo del Cammin. Un canto dove troviamo figure famose: gli ignavi, ma soprattutto l’infernale traghettatore Caronte. Ma, secondo Franco Nembrini, il tema fondamentale di questo canto è cos’è il male per Dante. Il male infatti  non è l’incoerenza e lo sbaglio, anzi la Divina Commedia è proprio il grande poema della misericordia, del perdono. Il male vero, quello che ci esclude dalla possibilità di un cammino, che ci impedisce di arrivare alla salvezza, ad una “meta tanto desiderata è un’incoerenza ideale” cioè non avere il coraggio di scegliere e di decidere di vivere all’altezza del proprio desiderio. E’ proprio questo tipo di incoerenza che impedisce la vita e che agli ignavi impedirà la salvezza.  Ma già sulla porta dell’Inferno Dante si sofferma sul senso di questo luogo di pena eterna. Dio ha dovuto creare l’inferno per una questione di giustizia di stima nei confronti dell’uomo: è il luogo dove la verità può essere negata.  Superata la porta dell’inferno Dante incontra gli ignavi , coloro che hanno scelto di non scegliere, “gli sciagurati che giammai non fur vivi” secondo le parole di Dante, proprio perché la vita, secondo lui ha senso se si fonda su una coerenza ideale che ti porta a schierarti, magari a sbagliare, ma a chiederti, usando le parole di Nembrini,  “Su che cosa poggia il tuo cuore? Hai scelto da che parte stare? Di chi sei? Che cosa veramente stai cercando?” . Non è un caso che questi dannati sono rifiutati anche dagli altri peccatori. Tra loro Dante mette Celestino V “colui che fece il gran rifiuto” e per la prima volta ci propone la legge del contrappasso che li porta a versare lacrime e sangue che poi saranno mangiate dai vermi, proprio loro che in vita non hanno voluto versare lacrime e sangue per nulla.  Il Cammino continua con l’incontro con il demone traghettatore Caronte e le anime che scelgono di salire sulla barca che li porterà nell’Inferno, proprio a sottolineare che la dannazione è una scelta dell’uomo che rifiuta Dio.  La puntata si chiude con l’inizio del quarto canto: svenuto Dante entra nell’Inferno e nel limbo le anime di coloro che non si sono potuti salvare in assenza dell’annuncio cristiano.