“Nel mezzo del cammin” con Franco Nembrini. Lunedì 11 aprile alle 21.05 su Tv2000

Siamo al canto 16 del purgatorio, in un girone caratterizzato dal fumo insopportabile che rende ciechi, come ciechi sono gli iracondi. Dal punto di vista “geografico” siamo a metà del percorso, nella quarta cornice delle sette che costituiscono la montagna del Purgatorio. E siamo esattamente fra Inferno e Paradiso, le due estremità del percorso. Nell’incontro con Marco Lombardo Dante mette a tema una questione decisiva, quella della libertà. Quando l’uomo è libero veramente? A che condizione? Che cosa è in fondo la libertà? Marco Lombardo ne dà una risposta molto articolata e precisa, che comincia con la descrizione di questo girone, nel buio proprio dell’inferno. Virgilio accompagna Dante con grande tenerezza, offrendogli la spalla per non farlo perdere, non a caso la parola che più ricorre è sguardo: Dante stesso è un osservatore, e il grande problema della vita è vedere, poter guardare in faccia la verità e viverne alla luce. E siccome nelle tenebre non si possono distinguere le cose, né tantomeno conoscerle e riconoscerle, ciò che ne deriva è una tristezza e una incapacità di vedere, che necessariamente si traduce in violenza. Abbiamo perciò bisogno della verità: a volte si dice che quando siamo tristi dobbiamo restare soli, ma in realtà è il contrario, proprio perché ci sono le tenebre abbiamo bisogno dell’altro. Tutto comincia come esigenza e bisogno di perdono: “pregar per pace e per misericordia l’Agnel di Dio che le peccata leva”. Coloro che hanno vissuto nell’ira invocano e pregano per la pace, e in Purgatorio si prega tanto, al punto che canto dopo canto potremmo addirittura rintracciare la struttura della Messa,ne vediamo tutti i passaggi fondamentali. Le anime di questo girone Dante le dipinge come gente in totale concordia. Stanno letteralmente sciogliendo l’ira: “ d’iracundia van solvendo il nodo”. Il Purgatorio non è un passaggio dove l’anima si trasforma, ma al contrario si purifica e torna quella che era, in quello stato di puro desiderio e tensione al Vero con cui Dio l’aveva messa al mondo.