David Murgia vi aspetta per una nuova “Indagine ai confini del sacro” martedì alle 22.45 su Tv2000

I sudari per ora riconosciuti come reliquie di Cristo sono tre. Il più importante è il lino della Sindone di Torino. Poi abbiamo il Sudario di Oviedo, un drappo di lino utilizzato probabilmente da Giuseppe d’Arimatea – dopo la morte del Nazareno – per far uscire dalla bocca e dal naso di Gesù il sangue accumulato. E’ conservato nella Cattedrale del capoluogo delle Asturie. E infine abbiamo il Volto Santo di Manoppello. Secondo uno studio sul Volto di Manoppello, la sovrapposizione di queste tre reliquie fatta in modo cronologico darebbe vita ad unico Volto. Se sopra il volto raffigurato nella Sindone, quindi, sovrapponiamo il lino di Oviedo e infine il Volto Santo, tutto sembra coincidere: ferite, parti anatomiche, proporzioni del viso, segni della passione. A parte il gruppo AB sanguigno coincidente con la Sacra Sindone, le macchie ematiche combaciano perfettamente con quelle del Sudario di Oviedo e con le tracce che troviamo nel Volto santo.  La nostra inchiesta è alla ricerca di un volto, un volto molto particolare. questo è un viaggio che al di là delle certificazioni scientifiche, al di là dei dubbi che, più o meno ragionevolmente, si possono muovere alla sua autenticità ci vuole portare dritto a tentare di dare una risposta. E’ veramente questo il vero volto di Gesù di Nazareth? e per scoprirlo la nostra inchiesta parte da una piccola cittadina abruzzese: Manoppello. Il lino di Manoppello è anche chiamato come “altra sindone” e ancora oggi mantiene il suo fascino, dovuto, oltre che alla devozione, probabilmente anche all’ incertezza su quale sia stata l’ origine dell’ immagine che è ritratta sul lino. Sulla sua origine ancora oggi si danno mille interpretazioni.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Pin on Pinterest0