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Un documentario da non perdere firmato da uno dei maggiori esperti del mondo Usa: Andrea Salvadore. Un anno fa nessuno avrebbe immaginato che Donald Trump, il miliardario, star di reality shows televisivi, sarebbe stato in testa nella sfida per la Casa Bianca del prossimo novembre. Alla fine delle due amministrazioni Obama, l’America si prepara al voto e come è spesso accaduto nella storia e’ al bivio tra conservazione e rivoluzione. Per noi, l’America è il nostro specchietto retrovisore ma anche i nostri fari abbaglianti nel futuro. L’inquilino della Casa Bianca ci riguarda da sempre. Ogni volta chiamiamo “epocale” la tornata elettorale americana. Ma questa volta ci sono dati oggettivi che disegnano una sfida senza precedenti. Sono stati abbattuti tutti i record di ascolti televisivi grazie alla campagna elettorale di Donald Trump, fatta di quotidiane dichiarazioni che hanno sistematicamente sfondato il muro della correttezza politica. L’argomento numero uno del candidato repubblicano è stato il rimpatrio, la deportazione degli oltre undici milioni di immigrati senza documenti presenti nel paese e la costruzione di un muro alla frontiera con il Messico. La questione è centrale anche in Italia, in Europa. Donald Trump l’ha messa brutalmente al centro del suo programma politico. Ha giocato sulle paure della classe media americana impoverita dalla crisi del 2008. La ripresa ha solo sfiorato la famiglia americana che vive poco sopra la soglia della povertà. Sono milioni di voti che rischiano di abbandonare il partito democratico che punta sulla prima donna presidente. Quella Hillary Clinton che già è stata alla Casa Bianca con il marito Bill. Hillary ha arginato il fenomeno interno di disaffezione al partito che ha avuto nel suo rivale alle primarie, l’anziano Bernie Sanders, il simbolo di una possibile svolta. Hillary ha pagato così la sua cristallizzazione in una immagine, percezione di puro potere, conservazione. Il dato rivoluzionario della prima donna nello studio ovale potrebbe essersi eclissato. Noi racconteremo l’America che si prepara al voto entrando nelle due grandi Conventions dei due partiti di luglio (a Philadelphia e Cleveland ) che decreteranno ufficialmente le nominations dei due sfidanti. Andremo prima però a Chicago per narrare la storia di un sacerdote di frontiera che e’ l’unico bianco di una chiesa di neri, nel quartiere più povero della città. Le minoranze afroamericane e ispaniche sono di solito l’ago della bilancia delle elezioni americane. E votano, di solito, per il candidato democratico. Ma questa volta potrebbe essere scattata la disaffezione, dopo il sogno obamiano. La storia di queste elezioni americane ha tante similitudini con quella di un nostro recente passato. Proviamo a vedere se ci darà indicazioni sul nostro futuro.

5 Agosto 2016

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