Lo psichiatra in tv, lo psichiatra coi baffi, e anche sociologo, scrittore di saggi scientifici  di storie, per un lungo elenco di titoli. L’ultimo, pubblicato da Mondadori, baciami senza rete, esplora l’overdose da ipercomunicazione,  senza allarmismi, ma con qualche acuta preoccupazione soprattutto per i nostri ragazzi.” Il mio libro parte da due scritte. Una su un muro di Roma: “Spegnete Facebook e baciatevi” che mi è piaciuta molto. E poi un’altra in un bar  in cui c’era scritto “Free Wi-fi,ma se ve parlate è pure mejo”. Ho sentito nell’aria che  era il momento di uscire allo scoperto, perché era matura una condizione minoritaria ma critica. Lo chiamo il punto della nausea: quando mangi tanti dolci e non è il medico che ti dice di smettere ma è questa “sacrosanta” nausea che ti fa capire che bisogna cambiare.  Naturalmente si inizia con piccoli gruppi, oggi si chiamano “digital detox”, una sorta di programmisti della detossificazione dal digitale. Io vedo conseguenze nei giovani, ma anche nelle persone non più giovani, una sorta di rallentamento cognitivo, vedo tanti zombie in giro e mi dispiace perché non sanno cosa si perdono.

9 Dicembre 2016

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