“L’avventura di Pinocchio”. Franco Nembrini vi aspetta per la seconda puntata in onda il 26 dicembre alle ore 21 su Tv2000

Il pezzo di legno diventa burattino: passando dalle mani rozze di  Mastro Ciliegia a quelle operose di Mastro Geppetto, diviene pienamente qualcosa o, meglio dire, qualcuno. Nella seconda puntata de L’avventura di Pinocchio, in onda il giorno di Santo Stefano alle ore 21 su TV2000, Franco Nembrini commenta il capitolo terzo del libro , approfondendo un legame inedito e neppur troppo nascosto con il cristianesimo: proprio come il burattino, noi tutti abbiamo un Padre che ci ha fatto, desiderandoci sin dall’inizio come compagni e amici per l’eternità. Dio ci plasma, ci dona una identità e un’anima, ci dà un nome che ci permette di essere riconosciuti come figli e che consente a noi di riconoscere un padre che ci ha creati sin dall’inizio come un’ opera meravigliosa. Che si creda o meno in Dio, bisogna riconoscere questo: la vita ci è stata donata e non ce la diamo da soli. Da questa evidenza nascono le domande fondamentali, animo del sentimento religioso dell’uomo. Da chi ho ricevuto la vita? Chi mi ha voluto? Chi mi ha messo al mondo? Chi mi aspetta? Da dove vengo? Così come Adamo con Dio, Pinocchio dal primo momento ha la tentazione di ribellarsi  a Geppetto. Davanti alla presunzione e all’orgoglio dell’uomo, il Peccato Originale, Dio non torna indietro e non si pente della sua creatura, mostra Misericordia con noi scegliendoci fino in fondo, è disposto ad accettare la fuga dell’uomo, la sua libertà deviata, per poi venirselo a riprendere, sino alla più estrema delle conseguenze: offrire la vita sulla Croce. Senza un Padre, ricorda Nembrini, l’uomo ha solo padroni e, invece che servire la verità, serve altri interessi che non distinguono il bene  dal male. Senza Dio non c’è Giustizia e le relazioni sono vissute nel sospetto. La storia di Pinocchio è dunque la vicenda dell’uomo che, fuggito da Dio per cercare un’illusoria libertà , diventa poco a poco responsabile, tornando ad essere cosciente della propria storia, della propria appartenenza e della propria identità. Ma è anche la storia di un padre che non si stanca mai di cercarci per riportarci a casa, per vivere per sempre con lui nella pienezza.

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