L’avventura di Pinocchio – Terza puntata

“Il grillo parlante aveva ragione” con questa frase comincia la terza puntata de “L’avventura di Pinocchio” che affronta con Franco Nembrini il commento dei capitoli 4, 5 e 6 della favola di Collodi: il burattino si rende conto delle conseguenze che ha la fuga da Geppetto e dell’uccisione del grillo.

Rinnegato il padre, solo in casa, Pinocchio si crede libero. Il Grillo Parlante ricorda al burattino che la vita è faticosa, bisogna imparare dalle cose e da un rapporto con esse, ma che è fatta di un Bene infinito grande per tutti noi. Non è solo la nostra coscienza, ma la traccia profonda di Dio e della natura con cui lui ci ha fatto, un desiderio di verità, di ricongiungersi all’origine che spesso dimentichiamo. Tanto si arriva a fare in questa fuga che uccidiamo questa voce: il grillo sembra morire e così muore anche la convinzione che ciò che ci circonda e noi stessi sono luogo di incontro con Dio.

Rimane il nulla, solo la fame e siamo disposti a tutto, diamo la vita a qualsiasi cosa sembra soddisfare il bisogno. Pinocchio si accontenta di un uovo trovato nella spazzatura, ancora più illusorio e deludente della pentola dipinta sul muro. Così com’è la realtà senza il rapporto con Dio: una notte buia e tempestosa, in cui nessuno ti aiuta, anzi ti ferisce, fino ad arrivare tu stesso a farti del male.

Nembrini riassume le conseguenze della fuga in tre inimicizie che si creano: con la realtà, con gli uomini e con sé stessi. Pinocchio solo e affamato, dopo aver ricevuto una secchiata d’acqua da chi poteva aiutarlo, torna a casa e si addormenta coi piedi sul fuoco, senza accorgersi che sta bruciando. Quante volte rischiamo di dormire davanti alla vita che ci parla? Quante volte non ci accorgiamo del male che ci stiamo facendo?

Cosa ci può smuovere da questo torpore? Qualcuno che bussa alla nostra porta, nelle nostre circostanze della vita, ogni giorno, a cui chiedere “Chi sei?” nelle cose che ci accadono. Dio ci lascia liberi di farlo entrare, non sfonda la porta chiusa ma aspetta sino all’eternità che gli lasciamo anche un piccolo spiraglio. Pinocchio coi piedi bruciati, riconosce la voce di Geppetto, ma non può alzarsi. Come fare a questo punto? Chi può salvarci?

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