“Vivo di Passione”. Speciale Retroscena martedì 11 aprile in seconda serata con Michele Sciancalepore

Vivo di Passione, è il titolo dello speciale di Retroscena, a cura di Michele Sciancalepore, in onda durante la Settimana Santa e dedicato alla Passione di Maria declinato attraverso il dolore di tutte le madri contemporanee. Un viaggio nell’abisso e nella profondità della sofferenza materna indicibile e ineffabile che solo il Teatro, quando scava nelle voragini della verità, riesce a comunicare creando epifanie ed empatie. Due gli spettacoli che hanno creato questa opportunità e che Retroscena ha seguito proponendo un reportage che racconta, attraverso immagini e interviste esclusive, le problematiche delle madri che hanno perso un figlio, i loro sgomenti, i loro ineludibili quesiti, le loro veementi preghiere rivolte all’unica Madre in grado di accogliere, ascoltare e consolare, Maria di Nazareth. Si parte con Maryam, l’ultimo lavoro del Teatro delle Albe, scritto da Luca Doninelli e vissuto in scena da Ermanna Montanari che offre la sua eclettica, ancestrale voce a quattro figure femminili: la dura e graffiante Zeinab, l’implorante Intisar, la mortificata Douha e infine Maryam-Maria a cui nella basilica dell’Annunciazione di Nazareth queste icone di donne islamiche, accomunate da una perdita tragica, rivolgono il loro grido di dolore. In un’intima intervista la storica interprete del Teatro delle Albe si confida e svela che ha “pregato” in questo caso più che recitato, ha sperimentato come la Madonna sia sempre stata un ponte fra religioni diverse e soprattutto fra cielo e terra e ha rivissuto il monologo spiazzante e struggente di Maryam-Maria in cui riecheggiano gli accenti testoriani della preghiera laica Interrogatorio a Maria: “Figli miei, siete voi il mio senso, il mio destino”, così scriveva nel 1977 Testori. “Per sempre voi sarete con me, nel cuore del mondo, là dove nessun figlio muore”, così scrive oggi Doninelli. A seguire un altro triplice urlo di strazio materno: Mio Eroe è la penetrante narrazione dell’autrice-attrice Giuliana Musso che affronta il tema della guerra, non lontana nel passato ma contemporanea; il soggetto, infatti, è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri che testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Anche in questo caso attraverso un’intervista esclusiva, schietta e incisiva Giuliana Musso apre scenari mai pienamente analizzati, anzi rimossi, sulla vera natura e forza della “mater dolorosa” che, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. In chiusura la consueta esclusiva creazione della nostra sand artist Gabriella Compagnone e l’ormai immancabile appuntamento con la rubrica “CheTeatroFa”: una mappa degli eventi e delle “temperature” teatrali più significative della nostra penisola in stile meteo.

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