La famiglia chiede maggiori informazioni su quanto è avvenuto a partire dalla caduta dello Stato Islamico a Raqqa nel 2017.

 

È il sesto anniversario della scomparsa del gesuita italiano Paolo Dall’Oglio. L’ultima volta che si sono avute sue notizie si apprestava a entrare a Raqqa, la città che sarebbe diventata la capitale siriana del terribile califfato dell’autoproclamato Stato Islamico. Il sacerdote voleva fare da mediatore per il rilascio di diversi ostaggi, tra i quali due vescovi siriani.

Giovanni Dall’Oglio, fratello di padre Paolo Dall’Oglio: “Si potrebbe pensare che ha corso dei rischi, che ha fatto delle cose che non avrebbe dovuto fare… Paolo ha fatto quello che era suo dovere fare: doveva cercare la liberazione degli ostaggi, doveva diventare uno strumento di comunicazione, un ponte”.

Immacolata Dall’Oglio, sorella di padre Paolo Dall’Oglio: “Paolo avrebbe sicuramente voluto che ricordare lui fosse un modo per richiamare tutti alle proprie responsabilità, affinché si possa chiudere quella triste pagina della storia internazionale che è la guerra in Siria”.

Sono i fratelli del gesuita rapito. Lo hanno ricordato a Roma nel corso di una conferenza stampa. Dicono che il silenzio intorno a Paolo non significa che sia morto. Al contrario, mantengono viva la speranza, anche se mancano più informazioni di quante ne hanno e hanno avuto.

Immacolata Dall’Oglio: “La speranza è viva perché siamo pieni di speranza, pur tenendo conto di quello che potrebbe essergli successo. Probabilmente, oltre a parlare di speranza, oggi abbiamo un forte bisogno di informazioni e di giustizia”.

“A volte può succedere di tutto, qualsiasi cosa, ma il destino di Paolo adesso non dipende più da noi. Dipende da Altro, con la A maiuscola”.

Nel corso di questa amara attesa, hanno avuto il sostegno di molte persone, anonimi e conosciuti, che hanno espresso il loro affetto per padre Dall’Oglio e hanno riconosciuto il suo lavoro, che mirava a stringere legami di fratellanza con l’Islam.

I fratelli ricordano soprattutto i loro incontri con Papa Francesco. Il più recente, al quale ha preso parte anche l’anziana madre del sacerdote, si è svolto prima del suo viaggio ad Abu Dhabi.

Francesca Dall’Oglio, sorella di padre Paolo Dall’Oglio: “Ascoltare il Santo Padre e poterlo vedere è una ricchezza enorme e anche una fortuna, perché ci sono molte persone che vorrebbero poter sentire questa vicinanza”.

Raqqa, la città siriana dove è stato rapito Paolo Dall’Oglio, è stata liberata dallo Stato Islamico nel 2017. La situazione rimane tuttavia molto instabile e non si è ancora riuscito a raccogliere informazioni sul luogo in cui si trovano gli ostaggi dei jihadisti.

31 Luglio 2019

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