Aiuto alla Chiesa che Soffre stima che un cristiano su cinque nel mondo vive in Paesi dove c’è persecuzione o discriminazione religiosa.

Il 22 agosto sarà il primo giorno che l’ONU dedica al ricordo delle vittime della persecuzione religiosa.

 

La risoluzione è stata approvata il 28 maggio su proposta di Polonia, Stati Uniti, Canada, Brasile, Egitto, Iraq, Giordania, Nigeria e Pakistan.

L’iniziativa è stata accolta con grande favore dalle organizzazioni che sono consapevoli delle sofferenze  patite dalle minoranze religiose nei Paesi intolleranti.

Thomas Heine-Geldern, Presidente Aiuto alla Chiesa che Soffre: “Per 70 anni Aiuto alla Chiesa che Soffre ha difeso la posizione e i diritti dei cristiani, specialmente quando sono discriminati o quando soffrono. Siamo quindi molto soddisfatti di questa iniziativa del 22 agosto, perché ci offre la possibilità di agire contro coloro che fanno uso della violenza. Bisogna inoltre ricordare che la maggior parte delle persone perseguitate in tutto il mondo sono cristiani”.

Marta Petrosillo, Portavoce Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Italia): “È sempre importante richiamare l’attenzione del mondo sulla persecuzione religiosa, poiché si tratta di una questione che viene spesso messa a tacere e l’idea di dedicare una giornata a coloro che soffrono a motivo della loro fede è un passo molto importante. Mi permetto di osservare che è un passo che deve essere compiuto per tutte quelle persone che, per vivere la loro fede, affrontano privazioni, discriminazioni e persino la morte”.

Aiuto alla Chiesa che Soffre plaude alla celebrazione di questa Giornata, ma sottolinea che c’è ancora molto lavoro da fare.

Thomas Heine-Geldern: “Siamo molto soddisfatti dell’istituzione di questa Giornata, perché è un passo nella giusta direzione. È la prima volta che un’organizzazione internazionale così importante come le Nazioni Unite riconosce che ci sono atti di violenza basati sulla religione. Con questa iniziativa si ammette che il problema esiste e questo ci permette di creare una base e adottare misure per agire nel futuro. Siamo convinti che questo sia un passo nella giusta direzione, ma dobbiamo anche valutare se aiuterà a cambiare le cose. Non dobbiamo dimenticare che le stesse Nazioni Unite hanno il dovere di proteggere la libertà religiosa e di prevenire atti di violenza basati sulla religione. Questo 22 agosto è pertanto l’occasione perfetta per ricordare alla comunità internazionale tale dovere”.

Aiuto alla Chiesa che Soffre stima che un cristiano su cinque nel mondo vive in Paesi dove c’è persecuzione o discriminazione religiosa.

Tutte queste persone, specialmente quelle che hanno subito i colpi del terrorismo, non solo cristiani, saranno ricordate il 22 agosto.

21 Agosto 2019

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