Le pietre parlano – “La Chiesa viene alla luce”

Con l’imperatore Adriano l’impero romano vive un periodo di pace, i confini vengono consolidati, l’amministrazione romana spinge i tanti popoli che abitano i territori dell’impero ad integrarsi. Così anche i culti non leciti, come il cristianesimo, vengono di fatto tollerati, purché non creino problemi di ordine pubblico. Per questo la Chiesa di Roma in quel periodo, con Papa Aniceto, si trova ad occuparsi di più delle nascenti eresie, che delle persecuzioni imperiali. Ma questo periodo di pace relativa è destinato a finire. Sotto Marco Aurelio ricominciano le pressioni dei barbari sui confini, e le legioni attraversando i territori dell’impero per andare a difenderli, diffondono una terribile peste tra le popolazioni urbane. Alla luce di quanto sta avvenendo, i cristiani ricominciano, allora, ad essere considerati nemici dello stato per il loro rifiuto di compiere sacrifici agli dei di Roma, attirandone l’ira. L’imperatore Marco Aurelio – un raffinato filosofo- riceve le lettere di un altro filosofo, Giustino, giunto a Roma per dimostrare la razionalità del cristianesimo e la sua perfetta compatibilità con i valori di fondo dell’impero romano. Ma il dialogo non porterà ad una comprensione e Giustino finirà martirizzato insieme ai suoi discepoli e per questo proclamato poi Santo dalla Chiesa. La sua testimonianza resta fondamentale nella storia della Chiesa: a lui si deve la più antica e commovente descrizione dei Sacramenti che venivano celebrati dalla comunità cristiana, che, allora, si riuniva nelle case e non ancora nelle chiese.
In seguito, quando a Roma arriverà la dinastia dei Severi, la Chiesa vivrà un periodo di relativa tranquillità e ne approfitterà per costruire l’embrione della sua organizzazione. Un papa geniale, San Callisto, istruirà il primo cimitero pubblico dei cristiani, che ancora oggi porta il suo nome, e che diventerà una sorta di luogo di preghiera e di riunione per la comunità. Ma anche San Callisto verrà ucciso a Roma durante i tumulti seguiti alla deposizione dell’imperatore ragazzino Eliogabalo, devolto al culto del dio sole.