La passione di raccontare storie

Il progetto Una Biblioteca, un Libro rappresenta una novità assoluta nel panorama del documentario d’arte. Un viaggio attraverso il tempo in alcune delle grandi biblioteche storiche italiane, custodi della nostra identità: dai codici delle antiche comunità religiose e delle corti principesche ai manoscritti dei grandi scrittori italiani del Novecento. L’illustrazione di questi capolavori è affidata, ad autorevoli uomini di cultura, filosofi e storici. Tra questi: Valerio Magrelli, Remo Bodei, Gennaro Sasso, Franco Cardini, Mario Isnenghi, Carlo Cecchi, Giancarlo Giannini, Gian Luigi Rondi e Caterina d’Amico.
La serie, realizzata dalla regista e autrice Maria Teresa de Vito, andrà in onda settimanalmente, a partire dal 4 dicembre alle 13,45 su TV2000: una proposta che l’emittente interpreta come strumento per valorizzare la memoria scritta dell’identità culturale italiana e volta ad alimentare nei giovani la passione per la lettura.
Il progetto è promosso dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo e gode del Patrocinio del Ministro. Prodotta dalla Meti Pictures, la serie di documentari è stata realizzata anche grazie al sostegno dell’Associazione Italiana Editori, della Fuis, dell’Anica, del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio e del Comitato Nazionale per la valorizzazione della Badia di Cava.

4 dicembre, ore 13,45 – La Biblioteca dell’Abbazia di Montecassino – Valerio Magrelli, Tesori e tesoretti

Così vicina al cielo e tanto radicata in terra: è questa la prima impressione che si ha volgendo lo sguardo verso l’Abbazia di Montecassino. Fondata da San Benedetto nel 529, nella sua storia più che millenaria l’abbazia fu distrutta quattro volte: nel VI secolo dai longobardi; nel IX dai saraceni; nel 1349 da un terremoto e infine durante l’ultima guerra dalle incursioni aeree delle forze alleate che sferrarono l’ultimo colpo, quello definitivo. Maestranze specializzate provenienti da tutta Italia lavorarono ininterrottamente e nell’arco di 15 anni l’Abbazia fu restituita al suo antico splendore, diventando così emblema della volontà di rinascita del paese.  Il poeta e scrittore Valerio Magrelli rievoca la storia della Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Montecassino e ricorda che tra quelle antiche mura i monaci non trascorrevano la vita solo a intonare salmi, ma erano impegnati a trasmettere all’avvenire i monumenti dell’antica scienza. Così accanto ai testi sacri, i monaci copiarono i tesori della classicità, facendo di questo luogo un immenso archivio del sapere.

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11 dicembre, ore 13,45 – La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma  – Carlo Cecchi e i manoscritti di Elsa Morante

Concepita sul modello delle grandi biblioteche europee, e destinata per statuto a conservare tutta la produzione libraria italiana, conta un patrimonio di sette milioni di volumi e decine di migliaia tra autografi, incunaboli, cinquecentine, carte geografiche, carteggi e manoscritti. La biblioteca è inoltre uno dei poli più significativi per gli studi sulla letteratura italiana del Novecento e in particolare, per la sua unicità e completezza, l’archivio di Elsa Morante, grazie agli eredi Carlo Cecchi e Daniele Morante, può dirsi uno dei fondi d’autore più rilevanti a livello internazionale. Carlo Cecchi racconta la genesi delle sue opere legge alcuni passi dai manoscritti di “Menzogna e sortilegio” e “La Storia”, mentre la jazzista Rita Marcotulli suona al pianoforte alcuni brani in omaggio alla grande scrittrice.

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18 dicembre, ore 13,45 – La Biblioteca Angelica di Roma – Gennaro Sasso,  la Divina Commedia

La Biblioteca Angelica di Roma, situata a pochi passi da Piazza Navona nello storico palazzo di S. Agostino, fu istituita per volontà del vescovo agostiniano Angelo Rocca che nel 1604 ne decretò l’apertura destinandola a “beneficio pubblico” di Roma e d’Europa. Attualmente il patrimonio librario della Biblioteca raggiunge la consistenza di oltre 200.000 volumi tra Fondo antico e Fondo moderno. Il filosofo Gennaro Sasso – felice di trovarsi “in quel piccolo microcosmo che è la bellissima Biblioteca Angelica: quando ci torno, l’animo si ristora – illustra un preziosissimo manoscritto del Trecento de La Divina Commedia, un testo che i giovani dovrebbero leggere interamente e attentamente per la sua forza rigeneratrice”. Nella Chiesa di Sant’Agostino, adiacente alla Biblioteca, è possibile ammirare due capolavori: La Madonna dei pellegrini del Caravaggio e l’affresco del Profeta Isaia di Raffaello.

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8 gennaio, ore 13,45 – Biblioteca Riccardiana di Firenze – Remo Bodei e Il Principe di Machiavelli

La Biblioteca Riccardiana è un esempio di biblioteca privata signorile. La collezione libraria, ricca di un prezioso patrimonio manoscritto fatto di splendidi codici miniati, si deve a una delle famiglie più ricche e potenti di Firenze. Questo straordinario patrimonio librario è, inoltre, collocato in uno dei palazzi simbolo di Firenze, legato al nascere e al consolidarsi della dinastia dei Medici che i Riccardi acquistarono alla metà del ‘600. Il patrimonio manoscritto comprende Il Principe di Machiavelli trascritto da Biagio Bonaccorsi amico dell’autore. Il filosofo Remo Bodei ci ricorda che “Il Principe è il testo fondativo della scienza politica moderna, che, in quanto arte del governare secondo ragione, non deve ispirarsi a un bene astratto, ma all’utile della comunità”.

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15 gennaio, ore 13,45 – La Biblioteca Malatestiana – Mario Isnenghi e l’Esame di coscienza di un letterato di Renato Serra

Voluta da Malatesta Novello, signore di Cesena – inaugurata nel 1454 all’interno del convento di San Francesco – è il primo esempio di biblioteca civica in Italia e in Europa. Inserita nel registro della Mémoire du Monde dall’Unesco è l’unico esempio di biblioteca monastica umanistica giunta fino a noi perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria. Oltre ai numerosissimi manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, etc. la Malatestiana conserva un fondo “Renato Serra” il critico letterario nato a Cesena nel 1884 e morto in guerra a soli 31 anni. Lo storico Mario Isnenghi legge e commenta alcuni passi del suo testo più famoso: Esame di coscienza di un letterato. Nel salone di fronte alla Malatestiana si conserva la Piana, la biblioteca personale del Papa cesenate Pio VII Barnaba Chiaramonti, grande appassionato di antichità e belle arti (fu detto “Papa archeologo”). Ricca di oltre cinquemila volumi a stampa e di un centinaio di manoscritti, comprende, fra i codici più preziosi, un Evangeliario datato 1104, un manoscritto giuridico del XIII secolo contenente il Decretum Gratiani, un Messale romano databile agli inizi del Quattrocento con una splendida Crocefissione miniata; nel 1941 è stata venduta dagli eredi Chiaramonti allo Stato italiano.

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22 gennaio, ore 13,45 – Biblioteca Nazionale della Badia di Cava – Franco Cardini e le Etymologiae di Isidoro di Siviglia

L’Abbazia della SS. Trinità fu fondata nel 1011, in una grotta, da S. Alferio, un asceta di stirpe principesca longobarda, seguace di S. Benedetto da Norcia. La Badia si trova in una delle principali vette dei Monti Lattari che dividono i due golfi di Napoli e Salerno, e sovrastano il panorama della costiera amalfitana. Anche per la bellezza del paesaggio, l’Abbazia era meta del Grand Tour e attirava artisti del calibro di Hackert, Pitloo, Gigante e Palizzi. Durante i secoli, l’Abbazia è divenuta un centro di potere e d’influenza di estrema importanza, con domìni dal Mezzogiorno fino in Terra Santa, arricchendosi di molte opere d’arte di epoche diverse: affreschi, mosaici, sarcofagi, sculture, quadri, codici miniati e oggetti preziosi. L’antica biblioteca raccoglie pergamene, preziosi manoscritti – molti dei quali sapientemente miniati – incunaboli e rare cinquecentine. Tra i codici più importanti ricordiamo la Bibbia visigotica, il codice delle leggi longobarde e il codice dell’VIII sec. delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia, in scrittura beneventana. Lo storico Franco Cardini ricorda che le Etymologiae di Isidoro di Siviglia, Patrono di Internet, “sono, in un certo senso, il capostipite dell’enciclopedismo medievale, strettamente legato a quello antico”. In seguito alla legge di soppressione del 7 luglio 1867, l’Abbazia fu dichiarata “Monumento Nazionale” e affidata in custodia pro tempore alla comunità monastica, la cui presenza non è quindi mai venuta meno. Nel 2011, in occasione dei mille anni dalla fondazione, è stato costituito il Comitato Nazionale per la valorizzazione della Badia di Cava de’ Tirreni.

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29 gennaio, ore 13,45 – La Biblioteca del Centro sperimentale di cinematografia – Caterina d’Amico, Giancarlo Giannini, Gian Luigi Rondi e l’Innocente di Luchino Visconti

La Biblioteca “Luigi Chiarini” raccoglie la maggiore collezione di libri e riviste di cinematografia esistente in Italia. Nata nel 1935 allo scopo di arricchire il retroterra culturale degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, nel corso degli anni si è progressivamente affermata come un moderno e aggiornato archivio di soggetti e sceneggiature raccolti in un’aggiornata biblioteca digitale disponibili anche on line. Il patrimonio complessivo conta attualmente oltre 138.000 unità bibliografiche catalogate tra libri, riviste, materiale documentario e manoscritto, tesi di laurea, partiture musicali, sceneggiature originali, rassegna stampa, materiale grafico, brochure, bozzetti. La biblioteca, negli anni, si è arricchita anche per i numerosi lasciti dei cineasti e degli eredi che hanno donato alla biblioteca i loro archivi.  I soggetti, le sceneggiature e i trattamenti consegnati dalla Direzione Cinema del MiBACT sono conservati alla “Chiarini” per deposito legale. Caterina d’Amico, Giancarlo Giannini e Gian Luigi Rondi rievocano le riprese del film L’Innocente di Visconti tratto dal romanzo di Gabriele d’Annunzio.

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30 Gennaio 2017