“Ethain harka – ancora qui” di Riccardo Bicicchi.
Sabato 24 febbraio alle 19.30

ETHAIN HARKA – ANCORA QUI 

Siamo in Uganda, è qui che il Nilo inizia la sua corsa di quasi settemila chilometri verso l’Egitto, attraversando il Sudan del sud e del nord, due Paesi che fino a pochi anni fa erano un unico Stato, il più grande dell’intera Africa. Sulle colline del nord Uganda, più di un milione di sud sudanesi trova rifugio scappati dalla guerra, dalla nuova guerra interna allo Stato più giovane d’Africa, nato il 9 luglio 2011. Da quattro anni si combatte, ma nell’ultimo anno e mezzo la guerra si è allargata, ora bande armate si contendono il territorio non facendo neppure più diretto riferimento alla guerra scoppiata fra i dinka del Presidente Salva Kiir e i nuer di Riek Machar il vicepresidente destituito. È una crisi dei bambini rifugiati, il 63% della popolazione sud sudanese ha meno di 18 anni e molti dei bambini che arrivano qui sono non accompagnati, separati e fortemente traumatizzati. Un viaggio incontro con i profughi sud sudanesi fra i campi di Imvepi, Rhino e Bidi Bidi. Gli insediamenti non sono concertati ma diffusi in un ampio territorio, mescolati alla popolazione locale. In tanti fanno i mattoni, e si costruiscono capanne in muratura e paglia, segno di una prospettiva di permanenza, ma anche di integrazione: gli stili di vita degli ugandesi del nord sono simili a quelli dei sud sudanesi che arrivano. L’acqua è la sfida principale, specialmente durante la stagione secca. L’Uganda è un Paese ricco d’acqua grazie ai grandi laghi e al Nilo, che però dista 70, 100 km da queste zone. Questo comporta un via vai continuo di autocisterne e tante spese. L’acqua è una delle priorità dei progetti di cooperazione di quest’area di emergenza.

Sabato 24 febbraio alle 19.30