Ciclo Totò:
Totò contro il pirata nero

Ogni giovedì alle 21.05

Tv2000 lancia un ciclo di film dedicato a Totò, il principe della risata e della commedia italiana. Ogni giovedì, a partire dal 16 maggio, in prima serata su Canale 28 e 157 di Sky.

 

La programmazione:

 

Giovedì 16 maggio – Totò e Peppino divisi a Berlino è un film del 1962 diretto da Giorgio Bianchi e interpretato da Totò e Peppino De Filippo. 

Nel 1961 Antonio La Puzza emigra da Acerra, per carenza di denaro, nella Berlino allora divisa tra occidentali e sovietici, alla ricerca di Giuseppe “Peppino” Pagliuca (un magliaro napoletano emigrato in Germania anni prima). Lì incontra due persone, tra cui la figlia dell’ammiraglio Attila Canarinis (ex militare nazista molto somigliante a La Puzza). Questi, invece di aiutarlo, lo assoldano per la cifra di 20 milioni di lire: il povero La Puzza accetta ma si deve fingere l’ammiraglio Canarinis. Durante il processo presso il tribunale della base statunitense, La Puzza alias Canarinis si dimostra innocente, anche se non creduto subito. Gli americani così decidono di liberarlo, per poterlo spiare in ogni sua mossa.

Successivamente egli incontra un gruppo di emigranti italiani tra cui il Pagliuca (il quale durante il processo era stato assoldato dagli stessi tizi per testimoniare il falso contro il malcapitato La Puzza) ma i sovietici, convinti dagli americani che Canarinis è fuggito dalla prigione statunitense, vanno alla ricerca dei due fuggiaschi. I sovietici trovano e assoldano i due che si presentano a Berlino Est come l’ammiraglio Canarinis e il suo assistente, ma scambiano il libro della Smorfia per un codice segreto e li costringono a utilizzarlo per abbattere un aereo-spia americano: per errore, invece, colpiranno un loro aereo e spediranno La Puzza e Pagliuca direttamente a Berlino Ovest (lato americano). Gli americani a loro volta, accorgendosi che non si trattava dell’ammiraglio Canarinis e del suo collaboratore, li liberano. I cinesi però credono anch’essi che i due siano l’ammiraglio Canarinis e il suo assistente, così La Puzza e Pagliuca finiscono per essere condotti in Cina dove lavoreranno al servizio del governo cinese per superare Stati Uniti e Unione Sovietica.

 

Giovedì 23 maggio – Totò contro maciste un film di Fernando Cerchio con Totò, Nino Taranto, Samson Burk, Luigi Pavese, Nadia Sanders.

Totokamen è un artista che si esibisce nei vari locali d’Egitto assistito dal suo manager, Tarantenkamen. Sfruttando dei trucchi dozzinali, Totokamen millanta di essere il figlio del dio Amon. Il Faraone si trova intanto di fronte all’inspiegabile tradimento del fido Maciste, che decide di scatenare una rivolta assieme agli assiri. Per far fronte all’emegenza, un ministro che aveva assistito allo spettacolo di Totokamen, si convince che l’uomo è davvero un semidio e lo fa convocare dal Faraone. Totokamen e Tarantenkamen capiscono la situazione e, se da un lato vogliono approfittare della credulità del Faraone, dall’altra temono di doversi scontrare sul serio con Maciste. Per questo, accettano la richiesta del Faraone ma inventano singolari scuse per rimandare lo scontro col temibile colosso. Nel frattempo si scopre che Maciste è stato stregato dalla giovane moglie del Faraone, in combutta col capo delle guardie: i due hanno in mente di spodestare il sovrano e hanno plagiato il forzuto guerriero con una pozione che avrà effetto per circa trenta giorni.

Per una serie di circostanze, Totokamen finisce col convincersi di essere figlio di Amon e, nonostante i tentativi di dissuasione da parte di Tarantenkamen, si prepara a guidare l’esercito d’Egitto contro quello degli Assiri, guidati da Maciste. Tra i soldati avversari, Totokamen incontra Sabakis, che gli rivela di essere il suo vero padre emigrato in territorio assiro quando egli era ancora fanciullo, comprendendo di essersi illuso riguardo alla sua natura semidivina. Rendendosi conto della situazione, Totokamen fugge verso il palazzo del Faraone, ma qui è comunque costretto a scontrarsi con Maciste. Grazie ad alcuni lazzi, Totokamen riesce a fronteggiare il possente guerriero fino a quando, dopo che una parte del palazzo frana e, una colonna lo colpisce in testa, Maciste riacquista il senno (essendo anche esaurito l’effetto della pozione che lo aveva plagiato). Il Faraone scopre quindi l’inganno ordito alle sue spalle dalla moglie e soprattutto resta convinto dell’eroismo e della potenza di Totokamen, che comunque decide di intraprendere nuovamente la strada dello spettacolo per le vie dell’Egitto, assieme al fido Tarantenkamen.

 

Giovedì 30 maggio – Totò Peppino e la dolce vita  è un film del 1961 diretto da Sergio Corbucci ed interpretato da Totò e Peppino De Filippo.

Antonio Barbacane viene mandato dal ricco nonno a Roma per cercare di corrompere dei politici affinché spostino il tracciato di un’autostrada sulle proprie terre al fine di aumentarne il valore. Egli, invece di provvedere, si abbandona ai piaceri della capitale pur non avendo un lavoro fisso. Per controllarne l’operato viene inviato lì suo cugino Peppino, segretario comunale del paese, moralista ed integerrimo a tal punto da far rimuovere i manifesti del film La dolce vita.

Antonio sta sbarcando il lunario come posteggiatore abusivo a via Veneto dove però è conosciuto da tutti. Arrotonda infatti gli incassi delle mance con i servizi che procura ai frequentatori dei locali di Via Veneto.Peppino dopo essere stato coinvolto involontariamente in una scazzottata prontamente fotografata dai paparazzi, trova Antonio su quella strada. Rifiutati i rimproveri del nonno portati da Peppino, Antonio lo porta a divertirsi nei locali notturni.

Il nonno intanto sta sorvegliando i nipoti di nascosto e depreca i loro comportamenti. È notte alta e Peppino è ubriaco e stanco. Antonio lo colloca nel bagagliaio di un’auto in sosta nella quale si accomoda per riposare. Ma la macchina non rimane lì tutta la notte: il suo proprietario, l’avvocato Guglielmo detto Guco, infatti la porta via accompagnato dalla sua amante Magda. Svegliatosi Antonio, su richiesta della ragazza alla ricerca di un posto tranquillo e originale, li conduce a casa sua, una dimora allagata e abbandonata. Mentre sono lì due ladri tentano di rubare la ruota di scorta dell’auto in sosta ma alla vista di Peppino nel bagagliaio, temendo che sia morto, fuggono impauriti. La ragazza intanto dopo i primi entusiasmi si è annoiata e all’insaputa di Antonio i due amanti vanno via portando con loro il dormiente Peppino.

Il giorno dopo Antonio arringa in una dimostrazione di piazza i posteggiatori abusivi come lui per sollecitare la regolarizzazione della categoria. Alla vista della polizia il comizio non autorizzato si interrompe e Antonio viene fermato. Intanto Peppino si sveglia e tornato a via Veneto ritrova il cugino questa volta in tenuta da posteggiatore. Antonio si giustifica con la scusa di mimetizzarsi agli agenti delle tasse per non pagare troppe tasse e continua a illuderlo di avere parlato al ministro del problema della strada. Intanto arriva Renata Francesca, la baronessa che lo invita con lei a un party col proposito segreto di fargli pagare il pieno dell’auto. Giunti sul posto Antonio confessa a Peppino di non avere più una lira, di sopravvivere facendo il posteggiatore e che la S.p.a., di cui è presidente, significa società posteggiatori abusivi. Peppino si sente perso, su quell’aiuto contava molto. Antonio lo persuade prima a spararsi, poi a dimenticare i suoi problemi almeno per quella notte, invitandolo a partecipare a quella festa malgrado il rischio di perdere l’eredità. I comportamenti degli invitati sono disinibiti e promiscui, annoiati e infantili. I due cugini, invitati alla seduta spiritica condotta dalla medium Norma per stabilire un contatto con le anime dei morti, vengono terrorizzati dalla comparsa di un fantasma che non è altro che uno scherzo. Il festino riprende. Irrompe furibondo il nonno che li rimprovera di aver abbandonato le consegne ricevute e di essersi dati alla brutta vita. Spediti al paese i nipoti, mentre vivono tra le pecore, ricevono una lettera del nonno. Sarà lui a occuparsi degli affari di famiglia iniziando proprio da via Veneto dove anche lui però si è lasciato travolgere dalla dolce vita.

 

Giovedì 6 giugno – Totò d’Arabia è un film del 1965, diretto da José Antonio de la Loma con Totò. 

Totò, ex-militare italiano al servizio, come domestico, presso l’Intelligence Service britannico viene promosso ad agente segreto con il nome di Agente 00Ø8 al fine di convincere il regnante di Shamara, lo sceicco Ali El Buzur a cedere il petrolio al Regno Unito. Dopo un breve soggiorno a Barcellona per ricevere ulteriori istruzioni Totò si trasferisce nel Kuwait dove riesce ad evitare attentati ai suoi danni ad opera dei servizi segreti egiziani, turchi e russi. Per superare anche la CIA Totò si servirà delle trenta mogli dello sceicco, che alla fine lo adotterà e come El Buzur II e guiderà la raffinazione del petrolio di Shamara da Napoli, fondando a San Giovanni a Teduccio la compagnia petrolifera Totòil.

Giovedì 20 giugno – Che fine ha fatto Totò baby  è un film del 1964, diretto da Ottavio Alessi. È una parodia del film del 1962 Che fine ha fatto Baby Jane? interpretato da Bette Davis e Joan Crawford.

Due fratelli, ladri di mestiere, stanno organizzando dei furti di valigie alla Stazione Termini di Roma. Scoprono però che quella sottratta a una vecchina contiene in realtà un cadavere. Nel tentativo di disfarsene la scambiano erroneamente con la valigia di una coppia di autostoppiste tedesche – chiamate Helga e Inga – appena conosciute. Costretti a recuperare la valigia, arrivano alla villa dove stanno le ragazze ma vengono scoperti dal padrone di casa, il conte Mischa Auer, che subito li ricatta: in cambio del suo silenzio con la polizia, dovranno aiutarlo a sbarazzarsi della ricca moglie, alla cui eredità egli aspira. Totò Baby esegue l’ordine ma adesso è lui a pretendere un favore dal conte, ovvero vitto e alloggio fino alla guarigione di suo fratello Pietro, temporaneamente costretto sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente.

Il conte, temendo che Totò Baby possa rivelare l’uxoricidio alla polizia, decide insieme alle autostoppiste di eliminare i due fratelli. Ma prima ancora che il piano possa essere attuato, Totò Baby scopre per caso una strana pianta coltivata nell’orticello della villa: la marijuana. Pensando che si tratti di un ortaggio da tavola, inizia a mangiarla in grandi quantità condita come insalata. Gli effetti allucinogeni non tarderanno a farsi sentire; Totò Baby impazzisce e in poco tempo commette un omicidio dietro l’altro: una delle due autostoppiste sciolta nell’acido durante un tentativo di seduzione e l’altra strangolata, il conte fatto a pezzi e servito per cena a Pietro inorridito, e le trappole mortali con cui Totò Baby attira il giardiniere e un portalettere, destinati entrambi a venire trucidati con un coltello da macelleria e poi murati all’interno della villa con le braccia lasciate in bella vista, macabramente penzolanti a mo’ di reggilampade. Totò Baby infine fugge col fratello su una spiaggia, dove sarà catturato dalla polizia: viene quindi internato in un manicomio criminale, nel quale sarà perennemente intento a scrivere le sue memorie con una macchina da scrivere inesistente

 

Giovedì 27 giugno – Totò contro il pirata nero è un film del 1964 diretto da Fernando Cerchio.

Un ladro  finisce del tutto casualmente su una nave pirata. Grazie alla sua fortuna si salva dal capestro, sconfigge i nemici e viene nominato ufficiale. Più tardi gli spagnoli lo cattureranno assieme ai suoi uomini.

 

Giovedì 4 luglio – Totò e Cleopatra è un film comico del 1963 diretto dal regista Fernando Cerchio.

Marco Antonio ha un fratellastro che gli somiglia come una goccia d’acqua: Totonno. Perso d’amore per Cleopatra il primo, losco trafficante di schiavi il secondo, che sostituisce segretamente il condottiero nei momenti più delicati. La continua apparizione ora del vero ora del falso Marco Antonio genera lo scompiglio: la regina d’Egitto non sa più cosa pensare del contraddittorio comportamento dell’uomo che credeva di avere in sua balia, mentre il Senato romano si trova alle prese con repentini mutamenti di intenti. Poi scoppia la guerra fra Roma e l’Egitto: Ottavio vince gli egiziani sul campo di battaglia e, come promesso, concede la propria sorella Ottavia in sposa a Totonno, oramai nelle vesti di Marco Antonio.