MYANMAR E BANGLADESH
LI PORTO TUTTI NEL CUORE 04/12/2017

Il viaggio in Asia così come lo ha raccontato Francesco ai fedeli in piazza San Pietro, dopo la preghiera dell’Angelus e nelle risposte date ai giornalisti sul volo di ritorno. In studio con Gennaro Ferrara, Cristiana Caricato e Vito D’Ettorre che hanno seguito il Papa in Myanmar e Bangladesh.

 

 

IN EVIDENZA

La cosa che più mi ha colpito: Vito D’Ettorre La cosa che più mi ha colpito: Cristiana Caricato

 

 

ANGELUS del 3/12/2017

Papa: E’ impresso in me il ricordo di tanti volti provati dalla vita, ma nobili e sorridenti. Li porto tutti nel cuore e nella preghiera. Grazie tante al popolo del Myanmar e al popolo del Bangladesh!

 

 

Conferenza Stampa del Santo Padre nel volo di ritorno dal Viaggio Apostolico in Myanmar e Bangladesh, 03.12.2017

Dialogare non sbattere la porta 

Papa: A me interessa che questo messaggio arrivi. Per questo, ho visto che se nel discorso ufficiale [in Myanmar] avessi detto quella parola, avrei sbattuto la porta in faccia. Ma ho descritto le situazioni, i diritti di cittadinanza, «nessuno escluso», per permettermi nei colloqui privati di andare oltre. Io sono rimasto molto, molto soddisfatto dei colloqui che ho potuto avere, perché è vero, non ho avuto – diciamo così – il piacere di sbattere la porta in faccia, pubblicamente, una denuncia, no, ma ho avuto la soddisfazione di dialogare, di far parlare l’altro, di dire la mia e così il messaggio è arrivato.

 

 

In quel momento io piangevo

Papa: … in quel momento, io piangevo. Facevo in modo che non si vedesse. Loro piangevano, pure. E poi, ho pensato che eravamo in un incontro interreligioso, mentre i leader delle altre tradizioni religiose erano lontani. [Allora ho detto:] “No, venite anche voi: questi sono i rohingya di tutti noi”.

 

 

ALTRI INCONTRI DI OGGI

Messaggio del Santo Padre per la 55a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2018

 

 

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