ANCHE UN PECCATORE PUO’ DIVENTARE UN SANTO
Don Antonio Rizzolo e Mons. Vincenzo Paglia 08/02/2018

“Anche un peccatore può diventare un Santo”, ha detto nella messa del mattino papa Francesco  e di Santi abbiamo parlato nella puntata di oggi insieme a Don Antonio Rizzolo direttore di Famiglia CristianaCredere San Paolo e Jesus, e Mons. Vincenzo Paglia Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Nella seconda parte abbiamo approfondito il significato della santità a partire dalla riflessione fatta dal Papa proprio nel giorno che la Chiesa dedica a tutti i santi.

 

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UN PECCATORE PUO’ DIVENTARE SANTO

Davide è santo. Era peccatore. Un peccatore può diventare santo. Salomone è stato rigettato perché era corrotto. Un corrotto non può diventare santo. E alla corruzione si arriva per quella strada dell’indebolimento del cuore. Vigilanza. Tutti i giorni vigilare il cuore. Come è il mio cuore, il rapporto con il Signore. E gustare la bellezza e la gioia della fedeltà.

 

I SANTI NON SONO MODELLINI PERFETTI

I santi non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio. Possiamo paragonarli alle vetrate delle chiese, che fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore. I santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita: far passare la luce di Dio; e anche lo scopo della nostra vita.

 

LA FELICITÀ È STARE CON IL SIGNORE

La felicità non sta nell’avere qualcosa o nel diventare qualcuno, no, la felicità vera è stare col Signore e vivere per amore. Voi credete questo? La felicità vera non sta nell’avere qualcosa o nel diventare qualcuno; la felicità vera è stare con il Signore e vivere per amore. Credete questo? Dobbiamo andare avanti, per credere a questo.

Allora, gli ingredienti per la vita felice si chiamano beatitudini: sono beati i semplici, gli umili che fanno posto a Dio, che sanno piangere per gli altri e per i propri sbagli, restano miti, lottano per la giustizia, sono misericordiosi verso tutti, custodiscono la purezza del cuore, operano sempre per la pace e rimangono nella gioia, non odiano e, anche quando soffrono, rispondono al male con il bene.

Ecco le beatitudini. Non richiedono gesti eclatanti, non sono per superuomini, ma per chi vive le prove e le fatiche di ogni giorno, per noi. Così sono i santi: respirano come tutti l’aria inquinata dal male che c’è nel mondo, ma nel cammino non perdono mai di vista il tracciato di Gesù, quello indicato nelle beatitudini, che sono come la mappa della vita cristiana.

 

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