PER LA PACE IN SIRIA 29/05/2018

Fra Ibrahim Alsabagh, parroco della comunità latina di San Francesco d’Assisi ad Aleppo, inviato in Siria nel 2014 quando il conflitto era in pieno corso, spiega la situazione di emergenza umanitaria che sta attraversando la Siria e il ruolo della Chiesa cattolica nel dialogo con le altre fedi. E nel suo ultimo libro dal titolo “Viene il mattino” racconta il processo di ricostruzione del suo paese. Abbiamo così riascoltato gli appelli per la pace di Papa Francesco nell’Angelus del 25 febbraio 2018 e dopo il Regina Coeli dell’8 aprile 2018.

Per il racconto quotidiano delle attività del Papa, abbiamo ascoltato la sintesi dell’Omelia di Santa Marta dove Francesco torna a parlare di chiamata alla santità con il consiglio di “non entrate negli schemi del mondo, non entrate negli schemi, nel modo di pensare mondano, nel modo di pensare e di giudicare che ti offre il mondo, perché questo ti toglie la libertà”.

 

IN EVIDENZA

“Quel che resta di Aleppo” “Siria, terra degli apostoli”

 

ANGELUS       25.02.2018

Quel che resta di Aleppo

Papa: Cari fratelli e sorelle, in questi giorni il mio pensiero è spesso rivolto all’amata e martoriata Siria, dove la guerra è riesplosa, specialmente nel Ghouta orientale. Questo mese di febbraio è stato uno dei più violenti in sette anni di conflitto: centinaia, migliaia di vittime civili, bambini, donne, anziani; sono stati colpiti gli ospedali; la gente non può procurarsi da mangiare… Tutto questo è disumano. Non si può combattere il male con altro male. E la guerra è male. Pertanto rivolgo il mio appello accorato perché cessi subito la violenza, sia dato accesso agli aiuti umanitari – cibo e medicine – e siano evacuati i feriti e i malati. Preghiamo Dio che questo avvenga senza indugio.

 

Dopo il Regina Coeli 08.04.2018

Siria: bombe e rinascita

Papa: Giungono dalla Siria notizie terribili di bombardamenti con decine di vittime, di cui molte sono donne e bambini. Notizie di tante persone colpite dagli effetti di sostanze chimiche contenute nelle bombe. Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti, per le famiglie che soffrono. Non c’è una guerra buona e una cattiva, e niente, niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l’altra via, quella del negoziato, la sola che può portare a una pace che non sia quella della morte e della distruzione.

 

SANTA MARTA

Verso la santità

Papa: E la chiamata alla santità, che è la chiamata normale, è la chiamata a vivere da cristiano, cioè vivere da cristiano è lo stesso che dire ‘vivere da santo’. Tante volte, noi pensiamo alla santità come a una cosa straordinaria, come avere delle visioni o preghiere elevatissime … o alcuni pensano che essere santo significhi avere una faccia da immaginetta, … no. Essere santi è un’altra cosa. E’ camminare su questo che il Signore ci dice sulla santità. E cosa è, camminare sulla santità? E Pietro lo dice: “Ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà…

…Questa è la traduzione corretta di questi consiglio – non entrate negli schemi del mondo, non entrate negli schemi, nel modo di pensare mondano, nel modo di pensare e di giudicare che ti offre il mondo, perché questo ti toglie la libertà”. E per andare sulla santità, bisogna essere liberi: la libertà di andar guardando la luce, di andare avanti. E quando noi torniamo, come dice qui, al modo di vivere che avevamo prima dell’incontro con Gesù Cristo o quando noi torniamo agli schemi del mondo, perdiamo la libertà…

…Nel momento della prova, noi abbiamo sempre la tentazione di guardare indietro, di guardare agli schemi del mondo, agli schemi che avevamo noi prima di iniziare il cammino della salvezza: senza libertà. E senza libertà non si può essere santi. La libertà è la condizione per poter camminare guardando la luce avanti. Non entrare negli schemi della mondanità: camminare avanti, guardando la luce che è la promessa, in speranza; questa è quella promessa come il popolo di Dio nel deserto: quando guardavano avanti andavano bene; quando veniva loro la nostalgia perché non potevano mangiare le cose buone che davano loro lì, sbagliavano e dimenticavano che lì non avevano libertà…

 

La fotogallery della puntata