LA STRADA DEL SINODO: Camminare, rischiare, maturare 26.10.2018

A due giorni dalla chiusura della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema i giovani e la Chiesa, Gennaro Ferrara insieme a Giacomo Galeazzi giornalista “La Stampa”, trae un primo bilancio sullo svolgimento dei lavori, e insieme a Giulia, una giovane in missione di pace con l’Operazione Colomba per la Comunità Giovanni XXIII in Libano e Siria, parla della sua esperienza sul campo e del dialogo con il Papa durante l’incontro con i giovani e i padri sinodali del 6 ottobre 2018. In quell’occasione infatti il Papa ha invitato i giovani a percorrere la propria strada “guardando avanti, ricercando il bene, la verità e la bellezza”.

Poi, abbiamo ascoltato e commentato le parole del Papa nell’incontro con i giovani e gli anziani del 23 ottobre 2018, dal titolo “La saggezza del tempo” in cui ha esortato i giovani a mettersi in gioco, maturando in cammino e rischiando.

A conclusione di puntata abbiamo ascoltato l’Omelia di Santa Marta del mattino in cui Papa Francesco spiega come la pace porti l’unità, evidenziando la tendenza alla distruzione, alla guerra, alla disunione, delle istituzioni mondiali “create con la migliore volontà di aiutare l’unità dell’umanità” ma anche delle famiglie, richiama all’umiltà, alla dolcezza, alla magnanimità.

PUNTATA INTEGRALE

 

IN EVIDENZA

Galeazzi: “Credibilità: coerenza e concretezza”

 

Giulia: “Perché sono accanto agli ultimi”

 

 

INCONTRO DEI GIOVANI

6.10.2018 

Fate la vostra strada

Papa: Fate la vostra strada. Siate giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio. Sempre guardando avanti, in cammino, e non seduti sul divano. Tante volte mi viene da dire questo: un giovane, un ragazzo, una ragazza, che sta sul divano, finisce in pensione a 24 anni: è brutto, questo! E poi, voi lo avete detto bene: che mi fa trovare me stesso non è lo specchio, il guardare come sono. Trovare me stesso è nel fare, nell’andare alla ricerca del bene, della verità, della bellezza. Lì troverò me stesso.

 

 

 

INCONTRO CON GIOVANI E ANZIANI: “LA SAGGEZZA DEL TEMPO” 23.10.2018

 

Solo chi rischia matura

 

Papa: La competizione generalmente è ferma: fa i suoi calcoli, tante volte incoscientemente, ma è ferma, non si mette in gioco; fa dei calcoli, ma non si mette in gioco. Invece, la maturazione della personalità avviene sempre in cammino, si mette in gioco. Per dirlo con un’espressione comune: si sporca le mani. Perché? Perché ha la mano tesa per salutare, per abbracciare, per ricevere. E questo mi fa pensare a quello che dicono i santi, anche Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Contro questa cultura che annienta i sentimenti, c’è il servizio, servire. E tu vedrai che la gente più matura, i giovani più maturi – maturi nel senso di sviluppati, sicuri di sé stessi, sorridenti, con senso dell’umorismo – sono quelli con le mani aperte, in cammino, con il servizio. E l’altra parola: che rischiano. Se tu nella vita non rischi, mai, mai sarai matura, mai dirai una profezia, avrai soltanto l’illusione di accumulare per essere sicura.

 

 

 

SANTA MARTA

La strada della pace

 

Papa: Anche le istituzioni mondiali – oggi vediamo – create con la migliore volontà di aiutare l’unità dell’umanità, la pace, si sentono incapaci di trovare un accordo: che c’è un veto qui, un interesse là… E fanno fatica a trovare degli accordi di pace. E nel frattempo i bambini non hanno da mangiare, non vanno a scuola, non sono educati, non ci sono degli ospedali perché la guerra distrugge tutto. C’è una tendenza nostra alla distruzione, alla guerra, alla disunione. È la tendenza che semina nel cuore nostro il nemico, il distruttore dell’umanità: il diavolo. Paolo, in questo passo, ci insegna il cammino verso l’unità, che lui dice: “L’unità è coperta, è ‘blindata’ – possiamo dire – con il vincolo della pace”. La pace porta all’unità…

 

Per fare la pace, l’unità fra noi, “umiltà, dolcezza – noi che siamo abituati a insultarci, a gridarci…, dolcezza – e magnanimità”. Lascia perdere, ma apri il cuore. Ma si può fare la pace al mondo con queste tre cose piccole? Sì, è il cammino. Si può arrivare all’unità? Sì, quel cammino: “umiltà, dolcezza e magnanimità”. E Paolo è pratico, e continua con un consiglio molto pratico: “sopportandovi a vicenda nell’amore”. Sopportarci gli uni gli altri. Non è facile, sempre esce il giudizio, la condanna, che porta alla separazione, alla distanza…

 

Il consiglio di Gesù: mettiti d’accordo all’inizio, fare la pace all’inizio: questa è umiltà, questa è dolcezza, questa è magnanimità. Si può costruire la pace nel mondo intero con queste piccole cose, perché questi atteggiamenti sono l’atteggiamento di Gesù: umile, mite, perdona tutto. Il mondo oggi ha bisogno di pace, noi abbiamo bisogno di pace, le nostre famiglie hanno bisogno di pace, la nostra società ha bisogno di pace. Incominciamo a casa a praticare queste cose semplici: magnanimità, dolcezza, umiltà. Andiamo avanti in questa strada: del sempre fare l’unità, consolidare l’unità. Che il Signore ci aiuti in questo cammino.