“La protezione dei minori nella Chiesa”. Padre Federico Lombardi

18 febbraio 2019

La settimana del Diario apre con l’approfondimento sulla riunione convocata da Papa Francesco con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo sul tema “La protezione dei minori nella Chiesa”, per confrontarsi sulle misure idonee da adottare a tutela delle vittime della pedofilia. Ospite della puntata Padre Federico Lombardi, già direttore della Sala Stampa, membro del comitato organizzativo e moderatore delle sessioni plenarie che si terranno dal 21 al 24 febbraio in Vaticano.

Abbiamo così ascoltato le parole di Papa Francesco nella conferenza stampa sul volo di ritorno dalla GMG di Panama, quando rispondendo ai giornalisti, spiegando i motivi del C9 e poi nell’Udienza con la Curia Romana in occasione degli auguri natalizi, in cui parla dell’impegno della Chiesa e della società nello sradicamento della piaga della pedofilia.
Infine, a commento della giornata, abbiamo riascoltato la sintesi di Santa Marta del mattino in cui Papa Francesco riprende la domanda che Dio pone a Caino dopo l’uccisione di Abele: “Dov’è tuo fratello?”.

CONFERENZA STAMPA DI RITORNO DA PANAMA 27 gennaio 2019

Pedofilia: regole chiare nella chiesa
Papa: L’idea di questo è nata nel C9 [il Consiglio dei Cardinali], perché lì noi vedevamo che alcuni vescovi non capivano bene o non sapevano cosa fare, o facevano una cosa buona o un’altra sbagliata. E abbiamo sentito la responsabilità di dare una “catechesi” su questo problema alle conferenze episcopali. Per questo si chiamano i presidenti [all’incontro di febbraio prossimo]. Una catechesi affinché, primo, si prenda coscienza del dramma: cosa significa un bambino abusato, una bambina abusata. Io ricevo con regolarità persone abusate. Ricordo uno: quarant’anni senza poter pregare. È terribile, la sofferenza, è terribile. Quindi, primo: che prendano coscienza di questo. Secondo: che sappiano cosa si deve fare, la procedura. Perché a volte il vescovo non sa cosa fare, perché è una cosa che è cresciuta molto forte, e [la conoscenza del da farsi] non è arrivata dappertutto, diciamo così. E poi, che si facciano programmi, generali, ma che arrivino a tutte le conferenze episcopali: cosa deve fare il vescovo; cosa deve fare l’arcivescovo che è il metropolita; cosa deve fare il presidente della conferenza episcopale. Ma che sia chiaro, in maniera tale che ci siano – diciamolo in termini un po’ giuridici – dei protocolli che siano chiari.

UDIENZA ALLA CURIA ROMANA IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI NATALIZI 21.12.2018

Pedofilia: regole chiare nella Chiesa

Cari fratelli e sorelle,
sia chiaro che dinanzi a questi abomini la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti. La Chiesa non cercherà mai di insabbiare o sottovalutare nessun caso. … Si cercherà di trasformare gli errori commessi in opportunità per sradicare tale piaga non solo dal corpo della Chiesa ma anche da quello della società. Infatti, se questa gravissima calamità è arrivata a colpire alcuni ministri consacrati, ci si domanda: quanto essa potrebbe essere profonda nelle nostre società e nelle nostre famiglie? La Chiesa dunque non si limiterà a curarsi, ma cercherà di affrontare questo male che causa la morte lenta di tante persone, al livello morale, psicologico e umano.

SANTA MARTA

Dov’è tuo fratello?”
Papa: “Dov’è tuo fratello?” – “Non lo so” – “Ma tuo fratello è affamato!” – “Sì, sì, sicuramente è a pranzo nella Caritas della parrocchia, sì, sicuramente gli daranno da mangiare”, e con questa risposta – di compromesso – salvo la pelle. “No, l’altro, l’ammalato …” – “Sicuro che è in ospedale!” – “Ma non c’è posto in ospedale! E ha le medicine?” – “Ma, è una cosa sua, io non posso immischiarmi nella vita altrui … avrà dei parenti che gli danno le medicine”, e me ne lavo le mani. “Dov’è tuo fratello, il carcerato?” – “Ah, sta pagando quello che si merita. L’ha fatta, che la paghi. Noi siamo stanchi di tanti delinquenti per strada: paghi”. Ma magari mai tu senti questa risposta detta a te dalla bocca del Signore. Dov’è tuo fratello? Dov’è il tuo fratello sfruttato, quello che lavora in nero, nove mesi l’anno per riprendere, dopo tre mesi, un altro anno? E così non c’è sicurezza, non c’è vacanze … “Eh, oggi non c’è lavoro e uno prende quello che può …”: un’altra risposta di compromesso.

Il Signore a me domanda “dov’è tuo fratello?”, e mettere il nome dei fratelli che il Signore nomina nel capitolo 25 di Matteo: l’ammalato, l’affamato, l’assetato, quello che non ha vestiti, quel fratellino piccolino che non può andare a scuola, il drogato, il carcerato … dov’è? Dov’è tuo fratello nel tuo cuore? C’è posto per questa gente nel nostro cuore? O noi parliamo, sì, della gente, scarichiamo un po’ la coscienza dando un’elemosina

E Adamo si nascose di vergogna, di paura. Magari noi sentissimo questa vergogna. Dov’è tuo fratello? Dove sei? In quale mondo vivi, che non te ne accorgi di queste cose, di queste sofferenze, di questi dolori? Dov’è tuo fratello? …Dove sei? Non nasconderti dalla realtà. Rispondere apertamente, con lealtà, con gioia anzi, a queste due domande del Signore.