Incontro con i preti della diocesi di Roma

7 marzo 2019

Questa mattina Papa Francesco ha incontrato a porte chiuse i preti della Diocesi di Roma. Con loro ha parlato di preghiera e riconciliazione, concetti che Bergoglio aveva già espresso in altre occasioni. Gennaro Ferrara, insieme a due parroci romani: Don Romano De Angelis, parroco di San Luca Evangelista al Prenestino e Don Francesco Pesce, parroco di Santa Maria ai Monti, che questa mattina hanno partecipato all’incontro, propone l’ascolto dell’Omelia di Santa Marta del 3 aprile 2014,  quando il Papa spiega che il “pregare è come parlare con un amico: per questo «la preghiera deve essere libera, coraggiosa, insistente”.
Prosegue il dialogo in studio con i due parroci con l’ascolto dell’Udienza Giubilare del 30 aprile 2016 sul ministero della riconciliazione.

E poi per tornare alla giornata di oggi, nell’Omelia di Santa Marta di inizio Quaresima, Papa Francesco riflette sulla scelta della strada più giusta da percorrere con l’invito ad ascoltare “la grazia della memoria”.

IN EVIDENZA
Don Romano De Angelis: “In confessionale mi commuovo”

Don Francesco Pesce: “Per la Chiesa è un momento di purificazione”

SANTA MARTA 3 aprile 2014
Un amico con cui pregare

GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA
UDIENZA GIUBILARE 30 aprile 2016
Papa: Tante persone vorrebbero riconciliarsi con Dio ma non sanno come fare, o non si sentono degni, o non vogliono ammetterlo nemmeno a sé stessi. La comunità cristiana può e deve favorire il ritorno sincero a Dio di quanti sentono la sua nostalgia. Soprattutto quanti compiono il «ministero della riconciliazione» (2 Cor 5,18) sono chiamati ad essere strumenti docili allo Spirito Santo perché là dove ha abbondato il peccato possa sovrabbondare la misericordia di Dio (cfr Rm 5,20). Nessuno rimanga lontano da Dio a causa di ostacoli posti dagli uomini! E questo vale anche – e lo dico sottolineandolo – per i confessori – è valido per loro -: per favore, non mettere ostacoli alle persone che vogliono riconciliarsi con Dio. Il confessore deve essere un padre! E’ al posto di Dio Padre! Il confessore deve accogliere le persone che vengono da lui per riconciliarsi con Dio e aiutarli nel cammino di questa riconciliazione che stiamo facendo. E’ un ministero tanto bello: non è una sala di tortura né un interrogatorio, no, è il Padre che riceve e accoglie questa persona e perdona. Lasciamoci riconciliare con Dio! Tutti noi!

SANTA MARTA 7 marzo 2019
Un cuore senza bussola
Papa: Quando il cuore si volge indietro, quando prende una strada che non è quella giusta – sia indietro sia un’altra strada, ma non va per la strada giusta –, perde l’orientamento, perde la bussola, con la quale deve andare avanti. E un cuore senza bussola è un pericolo pubblico: è un pericolo per la persona e per gli altri. E un cuore prende questa strada sbagliata quando non ascolta, quando si lascia trascinare, portare dagli dei, quando diventa idolatra.

… Il benessere, anche il benessere spirituale ha questo pericolo: il pericolo di cadere in una certa amnesia, una mancanza di memoria: sto bene così e mi dimentico di quello che ha fatto il Signore nella mia vita, di tutte le grazie che ci ha dato e credo che è merito mio e vado avanti così. E lì il cuore incomincia ad andare indietro, perché non ascolta la voce del proprio cuore: la memoria. La grazia della memoria.

… L’idolatria è un atteggiamento del cuore, quando tu preferisci questo perché è più comodo per me e non il Signore perché hai dimenticato il Signore. All’inizio della Quaresima ci farà bene a tutti chiedere la grazia di custodire la memoria, custodire la memoria di tutto il Signore, di tutto quello che il Signore ha fatto nella mia vita: come mi ha voluto bene, come mi ha amato. E dal quel ricordo, continuare ad andare avanti. E ci farà anche bene ripetere continuamente il consiglio di Paolo a Timoteo, il suo amato discepolo: “Ricordati di Gesù Cristo risorto dai morti”. Ripeto: “Ricordati di Gesù Cristo risorto”, ricordati di Gesù, Gesù che mi ha accompagnato fino ad adesso e che mi accompagnerà fino al momento nel quale devo comparire davanti a Lui glorioso. Il Signore ci dia questa grazia di custodire la memoria.

 

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