A scuola d’integrazione

15 marzo 2019

Raccontiamo l’esperienza di inclusione sociale dell’Istituto comprensivo G.Rogasi di Pozzallo, che da alcuni anni ha aperto un centro studi per i ragazzi sbarcati nel porto vicino con corsi d’italiano e attività dedicate alla musica.

In studio con Gennaro Ferrara : Grazia Basile, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “G.Rogasi” di Pozzallo, Don Giovanni Treglia, missionario della Consolata, con tanti anni di esperienza in Tanzania e Salimina Hydara un giovane del Gambia, arrivato a Pozzallo dopo aver attraversato il deserto prima e il Mar Mediterraneo poi.

IN EVIDENZA

Padre Giovanni Treglia: “Nelle lingue africane non esiste la parola ‘straniero’”

Salimina Hydara: “Ora posso sognare”

INCONTRARE E INTEGRARE
Integrare. L’integrazione, che non è né assimilazione né incorporazione, è un processo bidirezionale, che si fonda essenzialmente sul mutuo riconoscimento della ricchezza culturale dell’altro: non è appiattimento di una cultura sull’altra, e nemmeno isolamento reciproco, con il rischio di nefaste quanto pericolose “ghettizzazioni”. Per quanto concerne chi arriva ed è tenuto a non chiudersi alla cultura e alle tradizioni del Paese ospitante, rispettandone anzitutto le leggi, non va assolutamente trascurata la dimensione familiare del processo di integrazione:

Esercizi spirituali ad Ariccia, il ringraziamento di Papa Francesco a padre Bernardo

Voglio ringraziarti, fratello Bernardo, per il tuo aiuto in questi giorni. Mi ha colpito il tuo lavoro per farci entrare, come ha fatto il Verbo, nell’umano; e capire che Dio si fa sempre presente nell’umano. Lo ha fatto la prima volta nell’incarnazione del Verbo, totale, ma Lui è presente anche nelle tracce che lascia nell’umano. Uguale all’incarnazione del Verbo – indivisa et inconfusa –, è lì. E il nostro lavoro è forse di andare avanti…
Ti ringrazio tanto di questo lavoro. Ti ringrazio di averci parlato di memoria: questa dimensione “deuteronomica” che dimentichiamo; di averci parlato di speranza, di lavoro, di pazienza, come indicandoci la strada per avere quella “memoria del futuro” che ci porta sempre avanti. Grazie!
E mi ha fatto ridere quando hai detto che qualcuno, leggendo i titoli delle meditazioni, forse non capiva cosa ha fatto la Curia: forse hanno affittato una guida turistica che li portasse a conoscere Firenze e i suoi poeti… E anch’io nella prima meditazione sono stato un po’ disorientato, poi ho capito il messaggio. Grazie.
Ho pensato tanto a un documento conciliare – la Gaudium et spes – forse è il documento che ha trovato più resistenze, anche oggi. E in qualche momento ti ho visto così: come con il coraggio dei Padri conciliari quando hanno firmato quel documento. Ti ringrazio tanto. Prega per noi che siamo tutti peccatori, tutti, ma vogliamo andare avanti così, servendo il Signore. Grazie tante e saluta i monaci da parte mia e da parte nostra. Grazie!