“Christus Vivit” – Card. Lorenzo Baldisseri, Laphidil Oppong Twumasi

2 aprile 2019

Questa mattina è stata presentata, in Vaticano, l’Esortazione Apostolica post-sinodale di Papa Francesco dedicata ai giovani “Christus vivit”, frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema I Giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale (3-28 ottobre 2018). Nel testo, scritto in forma di lettera, il Papa riprende i temi più cari ai giovani.
In studio Gennaro Ferrara, ripropone l’ascolto di due esortazioni di Papa Francesco ai giovani, pronunciate in due occasioni diverse: quando parla della sana inquietudine che non si accontenta di vivere nella mediocrità (Udienza generale del 13 giugno 2018), e quando parla dei frutti del Sinodo come una pastorale attiva (Angelus del 28.10.2018).

Ospiti della puntata il Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e Laphidil Oppong Twumasi, originaria del Ghana, studentessa del corso magistrale di Ingegneria Biomedica all’Università di Bologna che ha seguito il percorso del Sinodo fino all’emissione del Documento Finale.

Testo dell’esortazione Apostolica

IN EVIDENZA

Card. Lorenzo Baldisseri: “Fiducia ai giovani”

Laphidil Oppong Twumasi: Abbiamo bisogno di accompagnatori”

PUNTATA INTEGRALE

SINTESI DI LAVORO DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POST-SINODALE DEDICATA AI GIOVANI “CHRISTUS VIVIT”

Papa: «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!».
…«dobbiamo avere il coraggio di essere diversi, di mostrare altri sogni che questo mondo non offre, di testimoniare la bellezza della generosità, del servizio, della purezza, della fortezza, del perdono, della fedeltà alla propria vocazione, della preghiera, della lotta per la giustizia e il bene comune, dell’amore per i poveri, dell’amicizia sociale».

…chiedono una Chiesa che ascolti di più, che non stia continuamente a condannare il mondo. Non vogliono vedere una Chiesa silenziosa e timida, ma nemmeno sempre in guerra per due o tre temi che la ossessionano. Per essere credibile agli occhi dei giovani, a volte ha bisogno di recuperare l’umiltà e semplicemente ascoltare, riconoscere in ciò che altri dicono una luce che la può aiutare a scoprire meglio il Vangelo»
…«Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente… La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede… E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci».

UDIENZA GENERALE 13 giugno 2018
Giovani inquieti
Papa: Quei giovani che hanno paura di tutto: “No, io sono così …”. Questi giovani non andranno avanti. Mitezza, forza e niente pusillanimità, niente mediocrità. Il Beato Pier Giorgio Frassati – che era un giovane – diceva che bisogna vivere, non vivacchiare. I mediocri vivacchiano. Vivere con la forza della vita. Bisogna chiedere al Padre celeste per i giovani di oggi il dono della sana inquietudine. Ma, a casa, nelle vostre case, in ogni famiglia, quando si vede un giovane che è seduto tutta la giornata, a volte mamma e papà pensano: “Ma questo è malato, ha qualcosa”, e lo portano dal medico. La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore. Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, mi domando, dove andrà l’umanità? Dove andrà l’umanità con giovani quieti e non inquieti?

ANGELUS
Pastorale attiva
Papa: I frutti di questo lavoro stanno già “fermentando”, come fa il succo dell’uva nelle botti dopo la vendemmia. Il Sinodo dei giovani è stato una buona vendemmia, e promette del buon vino. Ma vorrei dire che il primo frutto di questa Assemblea sinodale dovrebbe stare proprio nell’esempio di un metodo che si è cercato di seguire, fin dalla fase preparatoria. Uno stile sinodale che non ha come obiettivo principale la stesura di un documento, che pure è prezioso e utile. Più del documento però è importante che si diffonda un modo di essere e lavorare insieme, giovani e anziani, nell’ascolto e nel discernimento, per giungere a scelte pastorali rispondenti alla realtà.
Lo Spirito Santo faccia crescere, con la sua sapiente fantasia, i frutti del nostro lavoro, per continuare a camminare insieme con i giovani del mondo intero.

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