“Non fare come gli ipocriti”

21 marzo 2019

In studio con Gennaro Ferrara lo scrittore Don Pasquale Basta della Diocesi di Venosa (Pz), propone una interessante suggestione letteraria “Non fare come gli ipocriti- La lotta tra essere e apparire- Dai Vangeli alla 1 Corinti” – Edizione “Città Nuova”. A partire dal suo libro, ripercorriamo alcune omelie di Papa Francesco a riflettendo sulla dialettica autenticità – apparenza.

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NON FARE COME GLI IPOCRITI

Il fariseo è proprio l’icona del corrotto che fa finta di pregare, ma riesce soltanto a pavoneggiarsi davanti a uno specchio. E’ un corrotto e fa finta di pregare. Così, nella vita chi si crede giusto e giudica gli altri e li disprezza, è un corrotto e un ipocrita. La superbia compromette ogni azione buona, svuota la preghiera, allontana da Dio e dagli altri. Se Dio predilige l’umiltà non è per avvilirci: l’umiltà è piuttosto condizione necessaria per essere rialzati da Lui, così da sperimentare la misericordia che viene a colmare i nostri vuoti. Se la preghiera del superbo non raggiunge il cuore di Dio, l’umiltà del misero lo spalanca.

CRISTIANI TRA ESSERE E APPARIRE

È una libertà interiore, che porta a fare «il bene di nascosto, senza far suonare la tromba»: infatti, «la strada della vera religione è la stessa strada di Gesù: l’umiltà, l’umiliazione». Tanto che Gesù — ha ricordato il Pontefice citando la lettera di Paolo ai Filippesi — «umiliò se stesso, svuotò se stesso». E ha aggiunto: «È l’unica strada per togliere da noi l’egoismo, la cupidigia, la superbia, la vanità, la mondanità».
Di fronte a questo modello troviamo invece l’atteggiamento di coloro che Gesù rimprovera: «gente che segue la religione del maquillage: l’apparenza, l’apparire, fare finta di sembrare, ma dentro…». Per loro, ha sottolineato il Papa, Gesù usa «un’immagine molto forte: “Voi siete sepolcri imbiancati, belli al di fuori ma dentro pieni di ossa di morti e marciume”»

LA MEDIOCRITÀ DI CHI È MONDANO

«Dobbiamo stare attenti a non scivolare verso quella strada di cristiani pagani, cristiani nell’apparenza». In realtà «la tentazione di abituarsi alla mediocrità — la mediocrità di questi cristiani — è proprio la loro rovina, perché il cuore si intiepidisce, diventano tiepidi». Ma «ai tiepidi il Signore dice una parola forte: “Perché sei tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca”». Questi, ha ribadito il Pontefice, «sono nemici della croce di Cristo: prendono il nome, ma non seguono le esigenze della vita cristiana».
Mi piace vantarmi? Mi piacciono i soldi? Mi piace l’orgoglio, la superbia? Dove ho le mie radici, cioè di dove sono cittadino? Nel cielo o sulla terra? Nel mondo o nello spirito mondano?». Infatti, ha spiegato citando ancora Paolo, «la nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo, come salvatore, il Signore Gesù Cristo». Ma la cittadinanza dei nemici della croce? L’apostolo risponde che «la loro sorte finale sarà la perdizione». Dunque, ha puntualizzato il Papa, «questi cristiani verniciati finiranno male».

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