Da Abu Dhabi al Marocco

19 marzo 2019

Puntata dedicata al dialogo interreligioso: con Gennaro Ferrara in studio Roberto Catalano, co-Direttore del Centro Internazionale per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari. Con lui, a partire dal documento sulla fratellanza umana firmata ad Abu Dhabi, rifletteremo sui passi compiuti guardando al futuro viaggio in Marocco che Papa Francesco compirà a fine mese.

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Roberto Catalano: “Come si realizza la fratellanza religiosa?”

Roberto Catalano: “Il documento comincia con la parola fede”

Un invito alla fratellanza

Noi – credenti in Dio, nell’incontro finale con Lui e nel Suo Giudizio –, partendo dalla nostra responsabilità religiosa e morale, e attraverso questo Documento, chiediamo a noi stessi e ai Leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace; di intervenire, quanto prima possibile, per fermare lo spargimento di sangue innocente, e di porre fine alle guerre, ai conflitti, al degrado ambientale e al declino culturale e morale che il mondo attualmente vive.
questa Dichiarazione sia un invito alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non credenti, e tra tutte le persone di buona volontà;
sia un appello a ogni coscienza viva che ripudia la violenza aberrante e l’estremismo cieco; appello a chi ama i valori di tolleranza e di fratellanza, promossi e incoraggiati dalle religioni;
sia una testimonianza della grandezza della fede in Dio che unisce i cuori divisi ed eleva l’animo umano;
sia un simbolo dell’abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano.

La vera religiosità

La vera religiosità consiste nell’amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come sé stessi. La condotta religiosa ha dunque bisogno di essere continuamente purificata dalla ricorrente tentazione di giudicare gli altri nemici e avversari.
quel che siamo chiamati a fare, da credenti, è impegnarci per la pari dignità di tutti, in nome del Misericordioso che ci ha creati e nel cui nome va cercata la composizione dei contrasti e la fraternità nella diversità. Vorrei qui ribadire la convinzione della Chiesa Cattolica: «Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio»[3].
Non c’è alternativa: o costruiremo insieme l’avvenire o non ci sarà futuro. Le religioni, in particolare, non possono rinunciare al compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture.

Una Chiesa in Libano dedicata a san Giovanni XXIII per testimoniare la pace

In occasione dell’inaugurazione della chiesa dedicata a san Giovanni XXIII nella base della missione Unifil di Shama, in Libano ci siamo collegati con la nostra vaticanista Cristiana Caricato, che ha incontrato Mons. Marcianò, ordinario militare e il Generale Diodato Abagnara Comandante delle Joint task force del Libano.

 

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