“Un fratello da aiutare”

25 aprile 2019

Incontro con il presidente del Centro Astalli padre Camillo Ripamonti e con Soumaila Diawara, rifugiato del Mali. Il Centro Astalli presentera una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati che durante l’anno si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza che l’Associazione offre. La rete del Centro ne ha accompagnati 25mila, di cui quasi 12mila nella sola sede di Roma. Dalla lettura del Rapporto si evince un aumento delle vulnerabilità cui corrispondono difficoltà maggiori nel vedersi garantiti i diritti basilari.

PUNTATA INTEGRALE

UN FRATELLO DA AIUTARE
La situazione sociale, economica e politica dei migranti e delle vittime di tratta di esseri umani ci interroga e ci scuote. Dobbiamo avere il coraggio, come afferma con forza Papa Francesco, di denunciare la tratta di esseri umani quale crimine contro l’umanità. Tutti noi, specialmente i cristiani, dobbiamo crescere nella consapevolezza che tutti siamo responsabili del problema e tutti possiamo e dobbiamo essere parte della soluzione. A tutti, ma soprattutto a noi donne, è richiesta la sfida del coraggio. Il coraggio di saper vedere e agire, singolarmente e come comunità. Soltanto mettendo insieme le nostre povertà, esse potranno diventare una grande ricchezza, capace di cambiare la mentalità e di alleviare le sofferenze dell’umanità. Il povero, lo straniero, il diverso non deve essere visto come un nemico da respingere o da combattere ma, piuttosto, come un fratello o una sorella da accogliere e da aiutare. Essi non sono un problema, bensì una preziosa risorsa per le nostre cittadelle blindate dove il benessere e il consumo non alleviano la crescente stanchezza e fatica.

IN EVIDENZA

Padre Camillo Ripamonti: “Per essere insieme…”

DAVANTI ALLE SOFFERENZE IL SIGNORE NON CI TROVI INDIFFERENTI
Il Cristo Vivente doni la sua pace a tutto l’amato continente africano, ancora disseminato di tensioni sociali, conflitti e talvolta da violenti estremismi che lasciano insicurezza, distruzione e morte, specialmente in Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria e Camerun. Il mio pensiero va pure al Sudan, che sta attraversando un momento di incertezza politica e dove auspico che tutte le istanze possano trovare voce e ciascuno adoperarsi per consentire al Paese di trovare la libertà, lo sviluppo e il benessere a cui da lungo tempo aspira.
Il Signore risorto accompagni gli forzi compiuti dalle Autorità civili e religiose del Sud Sudan, sostenute dai frutti del ritiro spirituale tenuto alcuni giorni fa qui in Vaticano. Possa aprirsi una nuova pagina della storia del Paese, nella quale tutte le componenti politiche, sociali e religiose s’impegnino attivamente per il bene comune e la riconciliazione della Nazione.
In questa Pasqua trovi conforto la popolazione delle regioni orientali dell’Ucraina, che continua a soffrire per il conflitto ancora in corso. Il Signore incoraggi le iniziative umanitarie e quelle volte a perseguire una pace duratura.

CONTRIBUIRE ALL’AVVENTO DI UNA FRATERNITÀ UMANA
persone pensano che oggi è più difficile dirsi cristiani e vivere la fede in Cristo. E voi fate di sicuro l’esperienza di queste difficoltà, che diventano a volte delle prove. In effetti, il contesto attuale non è facile, anche a causa della dolorosa e complessa questione degli abusi commessi da membri della Chiesa. Tuttavia, vorrei ripetervi che oggi non è più difficile che in altre epoche della Chiesa: è solamente diverso, ma non è più difficile. Perciò, approfittate di questo pellegrinaggio per riscoprire che la Chiesa, di cui siete membri, «cammina da duemila anni, condividendo le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini. E cammina così com’è, senza ricorrere ad alcuna chirurgia estetica» (Esort. ap. postsin. Christus vivit, 101). Infatti, guardando voi, riconosco l’opera del Signore Gesù che non abbandona la sua Chiesa e che le permette, grazie alla vostra giovinezza, al vostro entusiasmo e ai talenti che Lui vi ha affidato, di rinnovarsi e di ringiovanire nelle varie fasi della sua lunga storia.