“Pentecoste teologica”

20 settembre 2019

Ospite di Gennaro Ferrara, Marco Ronconi, teologo. Presenta un’iniziativa di cui sarà coordinatore: “Tra Labirinti e Biblioteche” per il ciclo “I martedì alla Gregoriana”. Una serie di conferenze per rimettere al centro “i classici” della tradizione cristiana. Non tanto l’autore o le idee, ma proprio la storia della redazione. Le conferenze, che partiranno con l’avvio del prossimo anno accademico, hanno lo scopo di rendere onore al libro e alle sue declinazioni cristiane nel riconoscimento della centralità sempre della Parola di Dio

PUNTATA INTEGRALE

Papa Francesco a Napoli, “Pentecoste teologica”

Le antiche architetture del pensiero, le grandi sintesi teologiche del passato sono miniere di sapienza teologica, ma esse non si possono applicare meccanicamente alle questioni attuali. Si tratta di farne tesoro per cercare nuove vie. Grazie a Dio, le fonti prime della teologia, cioè la Parola di Dio e lo Spirito Santo, sono inesauribili e sempre feconde; perciò si può e si deve lavorare nella direzione di una “Pentecoste teologica”, che permetta alle donne e agli uomini del nostro tempo di ascoltare “nella propria lingua” una riflessione cristiana che risponda alla loro ricerca di senso e di vita piena. Perché ciò avvenga sono indispensabili alcuni presupposti.

 

Papa Francesco ai chirurghi, “La falsa compassione dell’eutanasia”

Di fronte, dunque, a qualsiasi cambiamento della medicina e della società da voi identificato, è importante che il medico non perda di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità. Un uomo o una donna da accompagnare con coscienza, con intelligenza e cuore, specialmente nelle situazioni più gravi. Con questo atteggiamento si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia.

 

Papa Francesco, omelia di Santa Marta: “Non dimenticare le proprie radici”

E’ triste quando un vescovo si dimentica dei suoi sacerdoti. E’ triste sentire lamentele di sacerdoti che ti dicono: “Ho chiamato il vescovo, ho bisogno di un appuntamento per dire qualcosa, e la segretaria m’ha detto che tutto è pieno fino a tre mesi…”. Un vescovo che sente questa vicinanza ai sacerdoti, se vede che un sacerdote lo ha chiamato oggi, al massimo domani dovrebbe richiamalo, perché lui ha il diritto di conoscere, di sapere che ha un padre. Vicinanza ai sacerdoti. E i sacerdoti, vivano la vicinanza tra loro, non le divisioni. Il diavolo entra lì per dividere il presbiterio, per dividere.