“Io posso, noi possiamo”

2 dicembre 2019

In studio con Gennaro Ferrara: Virginia Kaladich e Sebastiano De Boni, presidente e vicepresidente di Fidae (federazione di Scuole Cattoliche primarie e secondarie di Italia), raccontano l’ incontro tra Papa Francesco e i rappresentanti della Fidae.

PUNTATA INTEGRALE

Papa Francesco, “Io posso, noi possiamo”

cari insegnanti e cari genitori!
Vi saluto tutti e vi ringrazio di essere qui oggi al termine del vostro incontro mondiale. Ringrazio in particolare la Presidente della FIDAE per le sue parole di introduzione.
Mi piace vedere nel vostro impegno quotidiano la bellezza in azione. Una bellezza formata dalla condivisione di tanti piccoli gesti. Mi viene in mente l’arte del mosaico, in cui tanti tasselli vanno a integrarsi per formare un’immagine più grande. Visti da vicino, quei pezzettini di pietra sembrano non avere significato, ma insieme creano una visione stupefacente.

Papa Francesco agli imprenditori francesi: “Uno stile nuovo”

Sono lieto di dare il benvenuto a voi, direttori d’azienda e imprenditori, venuti dalla Francia in pellegrinaggio per radicarvi maggiormente nella fede, al fine di darne testimonianza nella vita personale e nell’attività professionale. È una gioia per me riscontrare questo desiderio che c’è in voi di seguire gli insegnamenti del Vangelo; in voi che occupate posti di responsabilità in campo economico e sociale, consapevoli di avere un ruolo da svolgere rispetto al futuro delle nostre società e del mondo, e intenzionati a impegnarvi in questo senso.

Papa Francesco: “Davanti al presepe”

Davanti al presepe scopriamo quanto sia importante per la nostra vita, così spesso frenetica, trovare momenti di silenzio e di preghiera. Il silenzio, per contemplare la bellezza del volto di Gesù bambino, il Figlio di Dio nato nella povertà di una stalla. La preghiera, per esprimere il “grazie” stupito dinanzi a questo immenso dono d’amore che ci viene fatto.
In questo segno, semplice e mirabile, del presepe, che la pietà popolare ha accolto e trasmesso di generazione in generazione, viene manifestato il grande mistero della nostra fede: Dio ci ama a tal punto da condividere la nostra umanità e la nostra vita. Non ci lascia mai soli; ci accompagna con la sua presenza nascosta, ma non invisibile.