“In nome del padre” di Mario Perrotta e “Open – La mia storia” di Andre Agassi

La figura del padre e Andre Agassi in veste totalmente inedita sono i protagonisti della sesta puntata di Retroscena – I segreti del teatro. Il programma di Michele Sciancalepore propone questa settimana un viaggio attraverso due spettacoli che affrontano la crisi dell’uomo moderno, incapace di comunicare con i figli o responsabile di acute sofferenze.

La puntata si apre con In nome del padre, monologo di cui Mario Perrotta è autore, regista e interprete. Primo testo di una trilogia dedicata alla famiglia, propone tre diverse figure paterne, quelle di un intellettuale, un operaio e un imprenditore, che hanno in comune l’incapacità di assumersi la responsabilità del proprio ruolo e comunicare con i figli, con risvolti drammaturgici amari e coinvolgenti. Tre padri imperfetti e dolenti, coscienti della loro fragilità ai quali Perrotta arriva con il proprio vissuto genitoriale e la consulenza scientifica di Massimo Recalcati. “Io credo che il vero ruolo del padre – rivela Mario Perrotta a Retroscena – sia quello di passare la fiamma esistenziale ai figli, la gioia dell’esistenza nonostante le difficoltà”

Nella seconda parte di Retroscena un padre ingombrante e dispotico, quello incorporeo messo in scena dalla compagnia Invisibile Kollettivo in Open – La mia storia, lettura scenica dell’omonimo best-seller di Andre Agassi, scritto in collaborazione con il giornalista premio Pulitzer J.R. Moehringer. Come nella pagina scritta, anche in questa trasposizione la vita di un uomo di successo che ha raggiunto vette vertiginose, fama e denaro, ma che molto spesso si è trovato sull’orlo del baratro esistenziale. Dietro tutto, la figura di un padre che lo spinge alla legge della perfezione, ad essere un campione e una macchina soldi a scapito della propria felicità. “La cosa più impressionante dell’uomo Agassi è la capacità di mettersi in discussione, che gli ha permesso di uscire da un vero incubo” rivelano i componenti di Invisibile Kollettivo, che a turno assumono sulla scena il ruolo del protagonista.

In conclusione, la rubrica “Il martello di Incudine” in cui Mario Incudine, eclettico attore e cantore siciliano, confeziona con lo stile narrativo del cunto una pillola sui più disparati focus della vita teatrale. A seguire la nostra “sand artist” Gabriella Compagnone con la sua emozionante creazione artistica sulla sabbia.