Matera Città Aperta e L’istruttoria di Peter Weiss

Se un muro dividesse da un giorno all’altro la vostra città come reagireste? Come si può celebrare la “Giornata della memoria” senza essere retorici? Queste le domande sollevate nell’undicesima puntata di Retroscena che parte con la provocazione teatrale di una giovane e dinamica compagnia lucana abile a mettere in luce le contraddizioni del nostro momento storico. Questa settimana il programma di Michele Sciancalepore sarà testimone infatti della costruzione di un muro nella piazza centrale di Matera, un esperimento che smuove le coscienze con la partecipazione attiva di cittadini materani e non. Nella prima parte di Retroscena un reportage sull’esperimento provocazione in forma teatrale e sociale dei fondatori dell’IAC, Centro Arti Integrate, che hanno deciso di costruire un muro, una struttura metallica provvisoria, che ha parzialmente diviso a metà lo spazio cittadino di una piazza. Matera Città Aperta, questo il titolo dello spettacolo che si è sviluppato nell’arco di una settimana, ha coinvolto l’intera città e, attraverso interviste, giochi di società competitivi e narrazioni, posto indirettamente alcuni quesiti a tutti i partecipanti: un muro che nasce per sua natura per dividere, può essere considerato un’opportunità di sicurezza, di benessere sociale e materiale? Quali sono le tecniche di persuasione e manipolazione attraverso cui si passa da un’indignazione iniziale alla convinzione di avere di fronte una soluzione utile e plausibile? Quali sono le spinte per abbattere le barriere divisorie? «Nell’ anno 2019 di Matera Capitale Europea della Cultura – affermano a Retroscena Nadia Casamassima e Andrea Santantonio fondatori dell’IAC- non volevamo far vedere quanto fossimo belli, ma fare emergere le contraddizioni dei nostri tempi e accendere un fuoco sui temi della diversità, costruzione di barriere, esercizio del potere» Nella seconda parte di Retroscena, in occasione della Giornata della Memoria, la rubrica “Memory” ci riporta all’anno 2015 nel Parco Museo Ferroviario della Stazione di Porta San Paolo a Roma dove Massimo e Roberto Marafante hanno dato vita a L’istruttoria di Peter Weiss in occasione del 50° anniversario della conclusione del processo di Francoforte (20 dicembre 1963 – 20 agosto 1965) contro un gruppo di SS funzionari del Lager di Auschwitz. Un testo dal valore di testimonianza civile (l’intera drammaturgia non si discosta mai da parole realmente pronunciate nell’aula del tribunale) che ci ricorda che l’Olocausto continua ancora oggi, sotto varie forme, ma con lo stesso obiettivo: annientare culture e generi dell’umanità considerati “diversi”.