Moni Ovadia, Mario Incudine e Federico Tiezzi

Moni Ovadia, Mario Incudine e Federico Tiezzi sono i protagonisti della dodicesima puntata di Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore. Nella prima parte di Retroscena Moni Ovadia e Mario Incudine sono il regista e l’interprete di Barbablù, intenso monologo recitato e cantato che racconta la storia del cattivo per eccellenza, ispirato al noto personaggio creato nel XVII secolo da Charles Perrault che porta con sé l’impronta di una figura realmente esistita. Un palcoscenico essenziale e un accompagnamento musicale continuo (di cui è autore lo stesso Incudine) fanno da sfondo alle confessioni di un uomo potente e sicuro di sé, dotato di una barba blu ma soprattutto di un’efferatezza che lo porta a eliminare senza alcun cenno di umanità sei mogli, una dopo l’altra. Il testo, scritto da Costanza Di Quattro, fornisce una chiave di lettura contemporanea di Barbablù che diventa simbolo di un cinico e mai sconfitto maschilismo, un femminicida la cui ombra potrebbe albergare in ognuno di noi. Una potenzialità che si può evitare secondo Moni Ovadia, qui in veste di regista, attraverso il perseguimento dell’etica della fragilità: “Quando prenderemo coscienza dei nostri handicap e delle nostre debolezze, allora scopriremo la vera forza e Barbablù sarà davvero sconfitto” confessa a Retroscena. Nella seconda parte del programma, ancora un personaggio mito della cultura occidentale ovvero Faust, il sapiente che per ottenere conoscenze, potere e giovinezza, vende la propria anima a Mefistofele mediante un contratto firmato col sangue. Uscito dalla penna di Goethe nel XVIII secolo, arriva sul palcoscenico attraverso la scrittura e la regia di Federico Tiezzi che con il suo Scene da Faust pone l’accento sull’attualità del personaggio, simbolo dell’eterna lotta tra il bene e il male. Una messinscena divisa in tre parti che mescola insieme interpreti ormai affermati, Sandro Lombardi e Marco Foschi, a un gruppo di giovani usciti dalle scuole di teatro.