“Naturae – Overture” di Armando Punzo e “La luna” di Davide Iodice

La prima puntata si apre con un’incursione nella Fortezza Medicea – Casa di Reclusione di Volterra dove il drammaturgo e regista Armando Punzo ha messo in scena il suo “Naturae – Overture” con gli attori-detenuti del carcere e gli attori professionisti che compongono la Compagnia della Fortezza. Formalmente annunciato come uno “studio” dove non c’è nulla di definito, “Naturae” conferma l’intenzione del suo autore di perseguire un viaggio verso territori artistici inesplorati. “Abbiamo il dovere di ambire alla felicità” dice a Retroscena Armando Punzo che, in questa opera in fieri, individua quattro parole capaci di illuminare e guarire dall’irrequietezza esistenziale: Armonia, Letizia, Stupore e Innocenza.

Nella seconda parte della puntata Retroscena si sposta a Napoli dove un altro drammaturgo e regista, Davide Iodice, ha lanciato un invito alla comunità napoletana a portare oggetti e simboli del proprio vissuto personale rimosso. Da questo gigantesco archivio, nel corso di un anno, è scaturita “La luna” un’opera-percorso nelle pieghe recondite della sofferenza umana. La luna, luogo simbolo delle cose perdute o dimenticate, diventa così per Iodice l’occasione per dare un senso, attraverso l’arte del suo teatro, al dolore umano ma senza nessuna intenzione speculatoria.

Da quest’anno su Retroscena un nuovo appuntamento, la rubrica “Il martello di Incudine” in cui Mario Incudine, eclettico attore e cantore siciliano, confeziona sui più disparati focus della vita teatrale una “pillola” illuminante con lo stile narrativo ipnotico e martellante del cunto.