Capricchia (Amatrice), una comunità viva

Caterina Dall’Olio si è recata a Capricchia, una delle 69 frazioni di Amatrice. In inverno si contano 22 persone e 350 d’estate.
Il 20 agosto residenti, parenti, vacanzieri e turisti hanno partecipato alla tradizionale Sagra della Panonta (guanciale). E avrebbero partecipato anche alla festa patronale, la prima domenica di Settembre, quando si festeggia la SS Addolorata, se solo il terremoto non avesse fatto irruzione nelle loro vite.
Gianni, di Roma, si trovava lì con la moglie e le nipotine, nella loro seconda casa. Hanno giusto avuto il tempo di mettersi in salvo; la loro abitazione, come tutte le altre, ha subito danni. Almeno, però, Capricchia non piange nessun morto.
Per qualche giorno Gianni ha dormito in auto, poi in roulotte. Ora è stabile a Roma ma ogni fine settimana torna nei luoghi sfigurati dalle macerie insieme alla moglie. Insieme ai residenti e a tante altre persone che tornano sul luogo, contribuisce a mantenere viva la comunità di Capricchia e a rinsaldare le relazioni, facendo sentire il calore della sua vicinanza a chi ha perso tutto. Così, nel weekend, 60, anche 80 persone, si ritrovano presso la pro loco e passano il tempo insieme. Si cucina, si mangia, si chiacchera, ci si svaga come possibile. Il tempo della ricostruzione non è ancora arrivato, quello della solidarietà sì. Il terremoto ha spezzato vite, frantumato abitazioni. Ma non ha intaccato i legami umani. Anzi, li ha resi ancora più solidi.