Al supermarket con De Rossi

Comunque Var. La videoassistenza arbitrale si rivela sempre più importante nel calcio italiano. Quando elimina errori clamorosi è imprescindibile. Guardate cosa è accaduto in Spagna: pallone calciato da Messi abbondantemente entrato in porta e non visto dall’arbitro. Con la nostra gol – line non sarebbe accaduto. Quando, diciamo così, diventa pignola e arriva a sezionare ogni singolo episodio, anche non clamoroso, lascia dietro di sé polemiche e recriminazioni. Sistema da mettere a punto e sviluppare ma indietro non si torna.

Non può fare marcia indietro neanche Daniele De Rossi che ha sbagliato a schiaffeggiare in area un avversario ed è stato punito. Prima con il rigore che ha tolto alla Roma due punti fondamentali e poi con la squalifica. Da capitano non doveva farlo ma si è già scusato. Sarà dispiaciuto anche papà De Rossi, il più volte allenatore campione d’Italia della Roma Primavera, Alberto, che incontro spesso al supermercato di Ostia dove entrambi facciamo spesa. Persona per bene e umile. Arrossisce quasi quando lo chiamo mister, mentre al banco ordiniamo pane e affettati vari. E’ l’occasione per scambiare pareri sul calcio e apprezzare la semplice quotidianità di un padre di famiglia. Seppur famosa.

La falsa litania della classifica spaccata in due e delle prime cinque che possono perdere solo tra di loro. Detto fatto. Anche questa settimana smentite a raffica. La Roma fermata dalla terz’ultima, il Genoa e la Lazio bloccata dall’undicesima, la Fiorentina. Resiste il vantaggio dell’Inter senza coppe e quindi favorita perché deve preparare una partita a settimana. Lo ha ripetuto Sarri, allenatore del Napoli. Spero non sia invidia o nostalgia. Di quando il Napoli ma anche altre grandi non tradizionali arrivavano oltre il settimo posto.

Via Montella e Bucchi, allenatori di Milan e Sassuolo, da giocatori due attaccanti. Dentro Gattuso e Iachini, due centrocampisti grintosi. A riprova che è in mezzo al campo che si vincono le partite. Vale  anche per le panchine?