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Ancora missili su Teheran e Beirut, ancora attacchi nei paesi del Golfo, ancora morti, feriti, sfollati. La guerra in Medio Oriente, l’ennesima, è arrivata al quarto giorno e non finirà presto. I bombardamenti israeliani-americani proseguono su diverse città dell’Iran. Ma è difficile avere informazioni precise, le immagini che arrivano sono poche. Internet è bloccata da sabato. Il comando centrale statunitense dice di aver distrutto le centrali operative dei pasdaran e dell’esercito regolare, mentre non parla dei siti nucleari. Pur decimato, il regime di Teheran non demorde e continua ad attaccare i paesi arabi vicini. Colpita l’ambasciata degli Stati Uniti a Riad, pochi i danni. Finora Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait hanno parato i colpi grazie ai missili intercettori americani. Ma l’Iran ha ancora tantissimi droni. “Li stiamo massacrando, ma non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente. La grande ondata arriverà presto”, minaccia Trump, che ipotizza l’uso di truppe di terra. La scorsa notte forze speciali israeliane pare abbiano fatto incursioni in Iran. Perché è Netanyahu a dettare il gioco. Lo ammette anche il segretario di Stato americano dicendo che sono intervenuti perché Israele aveva già deciso di attaccare, ma l’obiettivo, dice Rubio, non è un cambio di regime. Servizio di Marco Burini

3 Marzo 2026