g2000 il Post:”Don Gioacchino Rey, medaglia per il parroco delle trincee”

Al Quirinale si fa memoria di don Gioacchino Rey. Sacerdote della parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, a Roma, aiutò la popolazione della sua borgata durante il rastrellamento nazista del Quadraro. 17 aprile 1944, le truppe tedesche di occupazione di Roma guidate dal comandate dal Ten Col. SS Herbert Kappler. “Il parroco delle trincee”, così come lo aveva definito Pio XII, portò conforto e aiuto materiale alle famiglie dei deportati al lavoro coatto, rimaste improvvisamente senza il sostegno economico. Un’attività di carità che andò al di là del fatto che fossero suoi parrocchiani, cattolici o osservanti altre fedi, politiche o religiose.

“Questo era dovuto al suo carattere coraggioso e poco prudente che nel momento del pericolo si spendeva senza riserve convinto che se la situazione lo richiedeva, era necessario agire al di là delle convenienze, essendo peraltro molto chiaro per lui che bisognava restare fedele alla propria ordinazione sacerdotale, come analiticamente rammentato dal Sen. Prof. Adriano Ossicini che ebbe a conoscerlo e che si salvò dal rastrellamento proprio per l’avvertimento inviatogli da Don Rey” spiega lo storico Pierluigi Amen che per conto dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia (Anrp) ha condotto la ricerca su don Rey.

“Don Rey intrecciò rapporti con tutte le organizzazioni resistenziali che gravitavano nella zona alle quali fornì aiuti logistici, fornendo anche aiuti a persone ricercate dal regime quali soldati renitenti alla leva, alleati in fuga ed ebrei” aggiunge lo storico Amen che al Quirinale ha ripercorso e illustrato la storia del prete che insieme a don Pappagallo e don Morosini, nella “Roma città aperta” si prodigò a favore della popolazione rischiando la propria vita.

Don Rey ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria, consegnata dal Capo dello Stato a Mons. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma alla presenza di Andrea Antogiovanni, sindaco di Lenola; Virginia Raggi, sindaco di Roma, e il presidente dell’Anrp Enzo Orlanducci, oltre che all’on. Laura Coccia e ai parenti di don Rey.