La manifestazione del 20 giugno a Roma:”Difendiamo i nostri figli”. La replica di don Ivan Maffeis a Kiko Arguello

Un milione di persone da tutta Italia ha accolto l’invito del Comitato ”Difendiamo i nostri figli”. E’ stato un momento intenso e di festa. Tra i manifestanti centinaia di famiglie, bambini e giovani nonostante il temporale estivo che si è abbattuto su Roma. “Siamo un milione” afferma il portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli!” Massimo Gandolfini. “Con questo evento – ha spiegato – chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori. Rigettiamo con forza il tentativo di infiltrare nelle scuole progetti educativi che mirano alla destrutturazione dell’identità sessuale dei bambini. Sono teorie senza basi scientifiche”.

Unica nota stonata un’affermazione di Kiko Argüello, iniziatore del cammino neocatecumenale: “Sembra che il segretario della Cei abbia detto altro ma il Santo Padre sta con noi – ha detto Argüello dal palco -. Ho scritto al Santo Padre, dopo aver ricevuto le lettere di alcune famiglie – ha aggiunto – e il Papa mi ha risposto quando, domenica scorsa, ha detto che ci sono ideologie che colonizzano le famiglie e contro cui bisogna agire. Qualcuno sbaglia se pensa che non gli piacciono i cortei”. Pronta la replica di don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, che dichiara al Sir: “Piazza viva! Nel suo intervento Argüello si è, però, reso protagonista di una caduta di stile gratuita e grave. Contrapporre il Papa alla Cei e, nel caso specifico, al suo segretario generale è strumentale e non veritiero”.