L’attesa a Cuba per l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill

lattesa-a-cuba-per-lincontro-tra-papa-francesco-e-il-patriarca-di-mosca-kirillQualche anno fa, non molti, era impensabile che un Papa mettesse piede a Cuba: quel che Francesco farà venerdì la seconda volta, pur limitandosi ad atterrare in aeroporto e decollar dopo sole tre ore: già del resto a settembre c’era stato tre giorni. Caso poi – o forse meglio Provvidenza – ha voluto che ora proprio sull’isola si incroceranno le rotte di Kirill, patriarca di Russia, e Francesco, diretto in Messico.
Ecco la chiesa ortodossa di Nostra Signora di Kazan, a L’Avana. Tra fedeli e monaci non si parla che dell’incontro di venerdì, tra Papa e Patriarca moscovita: quel sogno costato invano tanti sforzi e tempo a Wojtyla e Ratzinger, riappacificarsi cioè col patriarcato ortodosso più influente – per numeri – del globo. Noi, dice Yuri, siamo gente un po’ chiusa, ma questo è il momento di aprir le porte al mondo. Un monaco si infervora, spiegando che è importantissimo per la Chiesa, la vita quotidiana, il mondo intero, che i cristiani siano insieme.
La prudenza però non è mai troppa, se è vero che l’incontro all’aeroporto di L’Avana è frutto di due anni di dialogo pazientemente intessuto tra Roma e Mosca. Francesco e Kirill non pregheranno insieme, puntualizza oggi il responsabile delle relazioni esterne del patriarcato moscovita, Hilarion, con evidente intento di frenare gli entusiasmi della vigilia per un evento già carico di fin troppe attese. E tra gli argomenti in discussione cita solo terrorismo e genericamente il cristianesimo nel mondo contemporaneo. Sobria, ma degna di nota, la dichiarazione anche del Cremlino: il presidente Putin, fan sapere, apprezza che si sia realizzato l’incontro, dopo aver incontrato anche lui Francesco, a Roma, a giugno dello scorso anno.
Servizio di Paolo Fucili