TG2000 del 24 maggio 2018 – Edizione delle 18.30
In conduzione: Barbara Masulli; in collegamento da Bergamo: Vito D’Ettorre; in collegamento da Montecitorio: Augusto Cantelmi
In conduzione: Barbara Masulli; in collegamento da Bergamo: Vito D’Ettorre; in collegamento da Montecitorio: Augusto Cantelmi
Incidente ferroviario ieri notte sulla linea Torino-Ivrea. È stato incriminato per disastro ferroviario l’autista del tir rimasto bloccato sui binari, tra le stazioni di Rodallo e Caluso nel torinese, causando lo scontro con un treno regionale che ha provocato 2 morti e 23 feriti. Servizio di Luigi Ferraiuolo
Sono cominciate le consultazioni con i partiti del presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte dopo l’accettazione ieri sera dell’incarico del Capo dello Stato. Servizio di Augusto Cantelmi
È un’Irlanda divisa quella che domani dirà sì o no alla liberalizzazione dell’interruzione di gravidanza finora vietata dalla costituzione. Secondo i sondaggi il sì è in vantaggio ma a pesare sull’esito del referendum sarà la scelta finale dei tanti indecisi. Servizio di Pierluigi Vito
San Giovanni XXIII torna nei suoi luoghi di origine a 60 anni dalla sua elezione: le spoglie di Papa Roncalli arrivano a Bergamo. L’intervista al vescovo Mons. Francesco Beschi
“Hai 30 anni e non puoi più stare a casa con mamma e papà”: fa discutere, ma forse più in Italia, la sentenza di un giudice di New York che, accogliendo le richieste dei genitori, ha imposto al figlio, nullafacente, di andarsene di casa. Servizio di Fabio Bolzetta
In conduzione: Federico Plotti; in collegamento da Bergamo: Vito D’Ettorre.
In conduzione: Barbara Masulli
In attesa del premier resta la situazione di instabilità politica che continua a pesare sui mercati. Anche oggi lo spread è salito sfiorando quota 200, mentre le principali borse d’europa, compresa Piazza Affari, hanno registrato perdite notevoli. Da Confindustria inoltre l’invito a non fare passi indietro su riforme e infrastrutture. Servizio di Luigi Ferraiuolo.
26 anni fa la strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, sua moglie e tre uomini della scorta. Dietro quell’attentato la mano della mafia. Oggi più di mille studenti sono sbarcati a Palermo dove erano giunti a bordo della nave della legalità per ricordare il magistrato e dire no alla criminalità organizzata.