Ucraina, la storia una mamma con figlio disabile nel gelo di Kiev
In Ucraina quarto anniversario dell’invasione russa. Questi palazzi di Kiev sono enormi congelatori dove vivono migliaia di famiglie. La rete elettrica è stata gravemente danneggiata dai bombardamenti russi. Nelle case mancano corrente e riscaldamento. Di notte l’elettricità torna per 3 o 4 ore, poi di nuovo il buio. La temperatura negli appartamenti spesso scende sotto lo zero. Quando si riescono a raggiungere 10-15° è un lusso. Si vive in casa coperti e per qualche ora ci si rifugia nei tendoni riscaldati allestiti in città. Olesia, madre di due figli, uno di due anni, l’altro è un ragazzo, abita al 14° piano. Il figlio maggiore è gravemente disabile.
“Mio figlio – dice – è praticamente recluso in casa, non può camminare, l’ascensore non si usa perché anche quando c’è la luce nessuno sa quando verrà interrotta. Si rischia di restare intrappolati anche per 20 ore. Trasportarlo per 14 piani con la sedia rotelle è impossibile. Maxim guarda il parco dalla finestra, ma non può scendere. Quando il riscaldamento non funziona, gli altri vanno nei tendoni riscaldati. Lui invece resta al gelo. L’ultima volta che è uscito di casa è stato a fine dicembre durante le feste di Natale”. Questa è la foto dell’ultima passeggiata sotto casa. 26 dicembre 2025. Maxim con il volto infreddolito ma sorridente. Da quella notte i russi hanno intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche di Kiev costringendo milioni di ucraini a vivere al freddo dentro questi palazzi gelidi. Servizio di Vito D’Ettorre
24 Febbraio 2026