Georgia, c’era una volta l’URSS – Puntata del 30 gennaio 2020

La Georgia, un tempo patria di Joseph Stalin, è oggi considerata l’avamposto americano nel Caucaso. Preme per entrare nella NATO, con cui collabora da tempo, e guarda più verso l’Unione europea che verso la Russia, con cui i rapporti sono rimasti complicati dalla fine dell’Unione Sovietica. È questo l’argomento di Today, l’approfondimento sull’attualità internazionale condotto da Andrea Sarubbi su Tv2000.
Nella sua visita di settembre 2016, Papa Francesco la definì un ponte tra l’Europa e l’Asia; la Georgia lo è davvero, e non soltanto geograficamente. Dalla rivoluzione delle Rose del 2003 in poi, l’ex Repubblica sovietica – che già collaborava con la NATO all’indomani dell’indipendenza da Mosca – ha sterzato decisamente verso Occidente, cercando di attirare capitali stranieri con la deregulation per le imprese e combattendo duramente quella corruzione che la infestava. Oggi qualche progresso è stato compiuto – la Banca mondiale la definisce il settimo Paese al mondo per facilità di investimenti – ma il benessere non è ancora diffuso tra la popolazione, che continua a emigrare nelle Nazioni vicine e in Europa in cerca di lavoro. Resta però aperto il dibattito sul comunismo e in particolare sul connazionale Stalin, che – come racconta il reportage di Natalia Antelava – è motivo di notevoli imbarazzi. Di tutti questi temi si occupa in studio, con Andrea Sarubbi, Eugenia Fabbri, studentessa di Relazioni internazionali all’Università di Tblisi.
La puntata, aperta dalla copertina di Solen De Luca, sarà chiusa come sempre con un riferimento all’arte. In questo caso si racconta la storia del talentuoso Petre Otskheli, pittore, scenografo e costumista teatrale, vittima – a soli 30 anni – della purga staliniana che colpì le voci più libere del Paese.