Franca Valeri – “L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene”

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L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene– Ed Einaudi

I primi libri, i primi tacchi alti, il primo bacio. I secondi libri, le centesime scarpe e i millesimi baci. L’approccio femminile alla vita a tutte le età. Un inventario dei comportamenti tipici di maschi e femmine di fronte all’amore, dagli anni Trenta a oggi. Un dialogo in cui si parla di tutto. Cucina ed eleganza, economia domestica e chirurgia estetica. Coppia, figli, sesso e lavoro. Della noia e della gioia di vivere da donne. Due voci diverse e perfettamente intonate dialogano in modo comico, ironico e universale sulle donne, gli uomini e l’amore.

È un duetto gustosissimo, quello che Luciana Littizzetto e Franca Valeri ci propongono in queste pagine. Un dialogo a due voci che si accordano e si incalzano, si stemperano a vicenda raggiungendo, in molti passaggi, l’unisono, malgrado le differenze, malgrado a volte il tono delle loro voci sia completamente opposto. Ma, come succede nelle migliori opere liriche, i passaggi più belli sono quelli in cui il tenore e il soprano si perdono nei fraseggi. Certo non è questo il caso. Qui non si tratta dell’amore struggente e del melodramma, non ci sono eroine tragiche ed epopee storiche. In questo caso la popolare comica televisiva Littizzetto e l’attrice teatrale Valeri mettono a confronto le loro diversissime comicità, l’una sempre misurata, l’altra decisamente spinta, quasi sfidandosi su un tema in cui sono entrambe maestre: il cambiamento dei costumi.
Le due attrici, ognuna dal suo punto di vista, mettono in evidenza il loro pensiero sempre alternativo e mai banale, sull’evoluzione dei costumi femminili nel corso degli anni, facendo leva sulle loro esperienze personali, l’una cresciuta in una famiglia borghese degli anni Trenta, l’altra in una famiglia popolare negli anni Settanta. Tra le due epoche un vero e proprio abisso, una rivoluzione che ha prodotto il ribaltamento non solo delle abitudini delle fanciulle, ma anche delle loro ambizioni, dei sentimenti e del modo di esprimerli.
Mentre le signorine “per bene” coeve di Franca Valeri sognavano il principe azzurro in doppio petto, un uomo altero, stabile, perso nelle sue contemplazioni, le compagne di conservatorio di Luciana Littizzetto vivevano le prime esperienze con scombinati pseudo artisti dai capelli verdi. La differenza è soprattutto nei desideri, ma anche nei mezzi che la società ha messo loro a disposizione per raggiungerli, a partire dalla famiglia.
Il mondo che Franca Valeri descrive in queste pagine è un mondo perduto. Lo scopriamo e ne abbiamo contezza grazie alla voce di Luciana Littizzetto che non manca di sottolineare le differenze tra le loro epoche, ma anche i tanti punti di contatto tra le due donne, che alla fine hanno finito per fare lo stesso mestiere. Perché, che sia nata ottanta anni fa in una famiglia borghese, quarant’anni fa in una famiglia operaia, o venti in una qualunque famiglia, una donna intelligente rimane coerente con se stessa. Non desta nessuno stupore, quindi, il fatto che le loro vite alla fine si somiglino, la sagacia di molte frasi contenute in questo libro, invece, ci stupisce eccome.
Solo un esempio, su “l’uomo ideale e l’uomo letale” le due attrici sono abbastanza d’accordo. Per Franca Valeri è: “Dunque alto (be’, sì), magro (non è detto), nero, biondo o rosso non importa, purché abbia i capelli; educato, quindi intelligente; non avaro. Il letale è anche volgare”. Per Luciana Littizzetto: ”Ideale? Intelligente, generoso, spiritoso e bellino. Letale? Un uomo che sa di cane bagnato”. Poche righe che da sole dicono tutto.