Cinema Venezia, Ruffalo presenta film scandalo pedofilia ‘Spotlight’: “Da Papa Francesco scelte decisive”.

La star di Hollywood: “Vaticano recuperi fedeli colpiti da queste vicende”.

Mark Ruffalo
Mark Ruffalo

Roma, 3 settembre 2015 – “Non vedo l’ora di vedere il Papa a New York. Il fatto che siamo stati invitati qui a Venezia è davvero significativo, come pure lo è il fatto che avvenga in questo momento con Papa Francesco che sulla questione pedofilia ha fatto scelte importanti e decisive”. Lo ha detto l’attore Mark Ruffalo in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, al microfono di Fabio Falzone, inviato in questi giorni alla 72° Mostra del Cinema di Venezia. L’intervista della star di Hollywood andrà in onda, in una forma più ampia, domani alle ore 22:20 su “Effetto notte” il rotocalco di informazione cinematografica di Tv2000.

Ruffalo ha presentato “Spotlight”, diretto da Thomas McCarty, il film sull’indagine dei giornalisti del ‘Boston Globe’ relativa ai casi di pedofilia che hanno coinvolto l’Arcidiocesi di Boston.

“Spero che il Vaticano – ha aggiunto Ruffalo – prenda davvero l’iniziativa di tentare di riparare a quello che è successo, e non mi riferisco a compensazioni monetarie per le vittime ma a tutte le persone che credono nella Chiesa la cui fede è stata offesa, intaccata, colpita da queste vicende. Quello che è successo ai bambini è terribile ma il fatto che questo abbia diminuito la credibilità della Chiesa come istituzione è altrettanto terribile. Bisogna recuperare e curare questi bambini feriti che ora sono adulti. Ma è necessario anche rassicurare le coscienze di chi crede e continua ad avere fiducia nella Chiesa”.
“Non c’è una responsabilità solo della Chiesa – ha concluso Ruffalo – ma di tutta la Comunità di Boston: gli agenti di polizia, gli avvocati, la politica e persino i giornalisti. Tutti in qualche modo sapevano ma hanno chiuso gli occhi per non vedere qualcosa di scomodo. A volte si negano cose evidenti, come ad esempio, le responsabilità dell’11 settembre o i cambiamenti climatici in atto nel pianeta. Quello che dobbiamo fare è impedire che siano altri a ragionare per noi”.