Abbazia PannonhalmaRoma, 10 settembre 2015 – “L’Abbazia è aperta a qualsiasi ora, fate sapere che a chi bussa noi daremo aiuto”. Così Padre Imre Gerecz, monaco benedettino dell’Abbazia medievale di Pannonhalma in Ungheria, ai microfoni dell’inviato Vito D’Ettore del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, sfida la legge e le forti resistenze del governo di Budapest guidato dal premier Orban dando ospitalità e accoglienza ai profughi. L’Abbazia è uno dei più antichi monumenti storici ungheresi e la sede della Congregazione d’Ungheria.

“Gesù ha detto che nello straniero – aggiunge Padre Imre Gerecz  – possiamo incontrare il Signore. Quindi è un obbligo servire il Signore quando incontriamo uno straniero. Abbiamo ospitato un gruppo di rifugiati che volevano dirigersi verso l’Austria e la Germania ma non erano in grado di proseguire. Non potevamo lasciarli sotto la pioggia in un parco. Abbiamo offerto loro un alloggio, un pasto caldo e una doccia”.
Oltre 70 anni fa nell’Abbazia di Pannonhalma, la più grande abbazia d’Europa dopo Montecassino, trovarono rifugio centinaia di ebrei in fuga dalla persecuzione nazista. La storia e la vocazione all’accoglienza dell’Abbazia, come successe con gli ebrei, si ripete anche oggi aprendo le porte alla disperazione di intere famiglie in cerca di un futuro migliore. Il lavoro di accoglienza dei benedettini non si limita solo alle mura dell’Abbazia ma i monaci, lontani dalle telecamere, senza cercare visibilità, si spingono ogni sera in un campo profughi al confine tra Ungheria e Slovacchia portando generi di prima necessità.

10 Settembre 2015

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