Siria, Bartolomeo: “Basta guerra fratricida, uccisi 340 mila innocenti”.

L’appello del Patriarca di Costantinopoli ai “potenti del mondo”

Patriarca“I grandi potenti del mondo devono mettere fine a questa guerra fratricida che dura da 5 anni e che ha ucciso 340 mila innocenti”. Così il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha lanciato un appello per mettere fine alla guerra in Siria.
“Preghiamo ogni giorno per la pace in Medio Oriente – ha aggiunto Bartolomeo – La soluzione di questa tragedia è far terminare la guerra in Medio Oriente e in Siria, se il conflitto continua i profughi continueranno a fuggire in occidente. In Turchia abbiamo 2 milioni di profughi dalla Siria. Il governo turco ha aperto le frontiere e ha accolto questi poveri uomini, famiglie, ragazzi, aprendo anche le scuole per i giovani siriani” ma “non basta perché i profughi continuano a venire a causa della guerra. Bisogna mettere fine al conflitto”.

 

Papa, Bartolomeo: “Siamo Chiese sorelle determinate nel dialogo ecumenico”.
Il Patriarca di Costantinopoli ribadisce vicinanza e gratitudine a Francesco

Roma, 27 ottobre 2015 – “Siamo Chiese sorelle e abbiamo tante cose in comune”. Lo ha detto il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ringraziando Papa Francesco per il messaggio ricevuto in occasione del dottorato honoris causa in ’cultura dell’unità’ conferito al Patriarca ieri a Loppiano.
“Ho provato una grande gioia – ha aggiunto Bartolomeo – nel ricevere il messaggio di Papa Francesco, mio amato fratello. Attraverso il suo messaggio il Papa ha voluto esprimere la sua determinazione nel lavoro per l’unità delle nostre Chiese sorelle. Da parte del Patriarcato ecumenico sono felice di poter assicurare a Francesco la stessa determinazione nel far progredire il dialogo ecumenico in particolare tra la Chiesa ortodosso e quella Cattolica. Dobbiamo andare avanti”.
“Tornerò ad Istanbul – ha concluso Bartolomeo – più forte e sicuro del fatto che a Roma ho un fratello che desidera tanto lavorare con noi per accelerare il processo d’unità delle nostre Chiese”.