Moto Gp, Agostini: “Perchè penalizzare Valentino ? Avrei fatto partire entrambi alla pari”.

Il pilota vincitore di 15 titoli mondiali: “Correvo con statuetta Giovanni XXIII nel casco”

giacomo_agostiniRoma, 7 novembre 2015 – “Mi chiedo perché penalizzare Valentino io avrei fatto partire entrambi alla pari. Prima Rossi aveva un piccolo vantaggio ora ce l’ha Lorenzo. Rossi può rimontare dipende dalla posizione di Lorenzo che vincerà se partirà primo o secondo. Se parte da terzo credo che vinca Valentino”. Lo ha detto Giacomo Agostini il grande pilota vincitore di 15 titoli mondiali, in un’intervista a ‘Sport 2000’, il programma sportivo di Tv2000 condotto da Giampiero Spirito, che andrà in onda stasera sabato 7 novembre alle 18.55.
“Rossi e Marquez – ha aggiunto Agostini – sono due amici due persone che ammiro, hanno sbagliato un po’ tutte e due, speravo e credevo che Valentino essendo più grande, più riflessivo, molto freddo non avesse accettato questa sfida con un ragazzino di 22 anni, probabilmente però ha perso le staffe. Penso che il giorno dopo si è pentito del gesto che ha fatto. Sono convinto che Valentino non volesse far cadere Marquez ma con la sua manovra l’ha indotto alla caduta. Però non si è fatto male nessuno. C’è stata grande polemica ma non facciamo la guerra lo dico anche a chi gli sta attorno, lasciamoli correre vinca il migliore”.
Agostini ha inoltre rivelato un suo rimpianto: “Non poter essere domani a Valencia a correre”.

Il pilota campione del mondo ha voluto ricordare inoltre la figura di Giovanni XXIII e la preoccupazione dei genitori durante le gare: “Ai miei tempi si cadeva e quando si cadeva si moriva. Quindi era una grande preoccupazione per i genitori e ogni domenica in pista qualcosa di brutto poteva accadere. Mia madre diceva sempre ‘a mio figlio non succederà’. Nonostante questo la domenica mattina andava in chiesa a pregare prima della gara, e mi metteva la statuetta del Papa buono nel casco, così si sentiva più tranquilla”. Poi, ha proseguito Agostini “sono andato a trovare Papa Giovanni XXIII, io abito a Bergamo a una decina di chilometri dal Papa buono. Ho di lui un ricordo meraviglioso, un viso meraviglioso, da persona perbene, un viso da persona buona. Ecco perché io e tutti lo abbiamo amato ed ecco perché lo chiamiamo il Papa buono”.

“Papa Bergoglio – ha concluso Agostini – mi sembra una persona alla mano con tutti molto carino, non ha il distacco dalla gente, dal pueblo, come qualcuno pensa delle persone importanti. Questo Papa farà strada”.
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