Trivelle, Emiliano: “Governo ha mentito alle Regioni”.

Governatore della Puglia: “Al Mise qualcuno non ha rispettato l’accordo”

Michele EmilianoRoma, 11 gennaio 2016 – “Dopo che ben dieci Regioni italiane per la prima volta nella storia d’Italia avevano richiesto, come consente la Costituzione, un referendum sulla legge dello Stato, cosa che non era mai accaduta prima, per bloccare queste trivellazioni non concordate con le Regioni, eravamo convinti che il governo, avendo presentato nella legge di Stabilità un emendamento, si fosse pentito e invece ci siamo accorti che era semplicemente una finta”. Lo ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando l’autorizzazione che avrebbe rilasciato il ministero dello Sviluppo economico su alcune ricerche petrolifere a largo delle isole Tremiti.

L’esecutivo, ha aggiunto Emiliano, “ha fatto abbassare la tensione sociale e quella dei presidenti delle Regioni per salvaguardare tutte le autorizzazioni alle trivellazioni che erano state concesse in precedenza, mancando all’impegno che, se pur in maniera riservata, era stato preso di cessare totalmente con le attività di ricerche di idrocarburi. Questo corrisponde ad un atteggiamento non corretto e leale nei confronti dei governatori delle Regioni che avevano tentato in tutte le maniere di consentire al governo di tirarsi fuori da questo pasticcio”.
Dei sei quesiti referendari proposti da 10 consigli regionali contro le trivellazioni entro le 12 miglia, ha ricordato Emiliano,  è “sopravvissuto un solo quesito che avrà un valore simbolico perché su quello lanceremo a tutti gli italiani la domanda se il governo debba continuare con le ricerche degli idrocarburi oppure sospenderle”.
“E’ evidente – ha concluso Emiliano – che l’emendamento alla legge di Stabilità del 23 dicembre mirava ad evitare il Referendum. I presidenti delle Regioni avevano collaborato in tutti i modi possibili con il presidente del Consiglio anche perché 9 governatori su 10 siamo del Pd. Eravamo pronti a collaborare ma ci siamo accorti che al Mise qualcuno questo accordo non lo ha rispettato”.

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